SAN MAURO PASCOLI - Ritorna il “Teatro per crescere insieme”. Un’esperienza teatrale davvero sui generis che mette insieme ragazzi portatori di handicap e normodotati. L’idea viene riproposta per il secondo anno consecutivo dal Comune di San Mauro Pascoli insieme alle associazioni “Impronte di Teatro” e alla Papa Giovanni XXIII. Insieme per fare qualcosa di sociale e nel contempo creativo, mettendo poi a frutto il “lavoro” svolto nel corso dell’anno, con uno spettacolo finale alla Torre a San Mauro. Il progetto attualmente coinvolge una cinquantina di persone, di cui 20 portatori di handicap, che si riuniscono una volta alla settimana (il giovedì) dalle 18 alle 19,30 presso la palestra della scuola elementare Montessori. Tre gli operatori che coordinano il lavoro, Marco Brambini, Emanuela Frisoni, Antonietta Garbuglia, affiancati da un nutrito numero di volontari.
L’idea del teatro sociale è partita da lontano. Precisamente un paio di anni addietro, quando un gruppo di famiglie con ragazzi portatori di handicap, si rivolse all’Assessore ai servizi sociali del Comune di San Mauro, Maria Grazia Montanari, per chiedere di fare qualcosa per rompere il cerchio di solitudine che vivevano molti ragazzi, terminato l’impegno scolastico e lavorativo. Nasce così l’idea di convocare tutte le associazioni del territorio sammaurese per fare qualcosa (parrocchia, scout, comunità Giovanni XXIII, la cooperativa “Porta aperta, l’associazione “Impronte di teatro”, gli operatori dell’Ausl che seguono i giovani portatori di handicap). A cui è seguita la messa a punto del laboratorio teatrale, lo scorso anno durato ben nove mesi, e culminato con lo spettacolo finale “La nave dei folli”.
“Credo che uno dei compiti di un amministratore sia quello di elevare la qualità della vita dei suoi cittadini, coltivare e favorire la solidarietà che essi esprimono attraverso le loro associazioni di cui il nostro paese è ricchissimo - afferma l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di San Mauro, Maria Grazia Montanari – L’esperienza ‘teatro per crescere insieme’ va assolutamente in questa direzione. Auspico che possa radicarsi ulteriormente nel nostro comune tanto da divenire un’esperienza che ‘normalmente’ esista accanto ad altre”.
























Ultimi Commenti