di Piero Maroni  

LA GUERRA CHE NON SI PUÒ VINCERE (2)

 
LA GUERRA CHE NON SI PUÒ VINCERE 2 001

Storce la bocca Luisa, il pensiero di non poter liberarsi di quella presenza inquietante la disturba profondamente e per un attimo osa mettere persino in discussione l'atteggiamento del marito, ha una vaga impressione che il suo impegno non sia sufficientemente cattivo e violento.

La questione è complessa e urgente da risolvere per evitare le tragiche conseguenze che si possono paventare se avrà seguito l'occupazione da parte di queste forze decisamente brute e ostili ad ogni logica razionale e sorde ad ogni monito.

“Ho come la sensazione che tu non sia completamente deciso ad estirpare una volta per tutte questa mala razza, vorresti forse patteggiare una tregua o una resa? Mi pare che tu ne subisca un po' troppo il fascino, combatti ma sei ammirato della loro determinazione.”.

“Donna!”, alzò la voce Loris piuttosto contrariato, “Tu parli senza avere chiara cognizione della partita in campo, non esiste alcuna possibilità di comunicazione, non si tratta e non si dialoga, si lotta solamente faccia a faccia ma senza un grido e gli unici lamenti o sospiri sono i miei per tutte le energie inutilmente messe in campo, ma anche così, l'esito positivo per noi, non è affatto scontato!”.

“Ti sbagli, ricordo bene di quando mio padre parlava di suo fratello, lo zio Neno,     e raccontava delle sue battaglie per liberare il territorio da queste presenze che anche a quei tempi affluivano in massa e determinate a non lasciare spazi di vita ad altre specie, da solo era capace con la forza delle sue mani di cancellarne ogni traccia!”.

“Questo è il mito, l'epica di chi oggi non c'è più, io non ero presente a verificare le sue battaglie, ma sono certo che se fosse vero che aveva combattuto e vinto quella guerra, oggi il problema non ce la saremmo ritrovato ancora di fronte così drammatico e con questa forza espansiva e indistruttibile, io credo questa invasione sia iniziata prima ancora della comparsa dell'uomo sulla terra e non si è mai fermata e nessuno essere umano è mai riuscito a scrivere la parola fine per aver riportato una vittoria, anche parziale o di limitata estensione.”.

“Ma allora”, insisteva Luisa con gli occhi leggermente umidi per una crescente angoscia che le saliva dallo stomaco e le giungeva al cervello transitando vicino al cuore, “dovremo rassegnarci al peggio e dichiararci sconfitti?”.

“Al peggio no, temo però che dovremo scendere a patti, i nostri teneri virgulti al momento del tutto ignari di ciò che si sta combattendo quasi disperatamente, dovranno imparare a coesistere con quella forza rozza e indisciplinata, ma terribilmente presente in ogni metro quadrato di territorio e che non si riesce a sconfiggere nonostante il nostro eroico impegno. Io al mattino, quando ho ancora intatte tutte le mie forze, li aggredisco senza lasciar loro scampo, e loro mica combattono, si lasciano decapitare senza opporre alcuna resistenza, ma poi la sera me li ritrovo ancora lì, impettiti e muti, non importa il numero delle perdite, alla fine ti prendono per sfinimento, ad ogni tua vittoria, reagiscono con sempre nuovi virgulti.”.

“Ma come vivono, come si nutrono, chi li genera a getto continuo?”. 

“Son più efficienti dell'esercito imperiale romano, non arretrano di fronte a nulla, non credo abbiano qualcuno in particolare che li genera, son figli della stessa madre terra, io li violento in ogni modo e questi ricrescono incessantemente, mi ricordano da vicino la leggenda del gigante Anteo, che ogni volte che Ercole lo atterrava questo si rialzava sempre più forte perché era figlio della Terra e al suo contatto si rigenerava, dovette sollevarlo e strozzarlo sospeso in aria per vincerlo.”.

“Ma dove trovano tutta questa forza ed energia, qual è il loro obiettivo?”.

“Non credo abbiano un pensiero razionale, una disciplina di popolo o un capo che li guida e comanda, neanche credo comunichino tra di loro, non temono affatto l'estirpazione, l'obiettivo di fondo su cui riversano tutte le loro aspettative è di impossessarsi di ogni centimetro quadrato di questa nostra terra e per questo hanno intessuto una fitta ragnatela sotterranea, si sono così profondamente radicati che ora hanno terminali ovunque, ma non temere, non siamo ancora vinti, resisteremo con tutte le nostre forze!”.

La rassicurò Loris passandole amorevolmente una mano tra i capelli  con un mezzo sorriso ed espressione volta a trasmettere fiducia,

“Non è ancora detta l'ultima parola, domattina la battaglia riprenderà, la guerra non è finita, io sono pronto con tutta le mie forze ed energia a riprendere la complessa contesa e vedremo chi la vince!”.

In quell'istante Lorenzo, il loro figlio diciottenne che, disteso sul divano letto in fondo alla sala, aveva seguito sul suo tablet l'ennesima puntata della serie americana dei morti viventi, nell'occasione particolarmente virulenta e angosciante, si toglie gli auricolari giusto in tempo per udire le ultime bellicose ed eroiche parole del padre e, probabilmente ancora scosso dalle vicende del filmato da poco terminato, si rivolge ai suoi con voce tremula e preoccupata.

“Battaglie? Guerra? E contro chi? Ma di cosa state parlando?”.

“Della gramigna!”, sorride paziente Luisa, “Hai presente quella larga buca che si  è venuta a creare nel prato del giardino dietro casa, tuo babbo l'ha colmata di buon terriccio e vi ha seminato una tenera erbetta, ma prima ancora che questa avesse il tempo di spuntare, quella superficie era stata invasa dalla gramigna, tanto che i semi non avevano trovato lo spazio per crescere, così il babbo si è messo in testa di estirparla stelo per stelo e se vai a vedere ha già fatto un buon lavoro perché l'erba nuova è finalmente germogliata e fra non molto si confonderà con il resto del prato che, peraltro, e purtroppo, già brulica di gramigna nuova e fresca  più numerosa  di quella da poco seminata e, se la si lascia crescere indisturbata, nel giro di poco, si mangerà tutte le altre erbe come abitualmente accade da secoli e secoli, malgrado i nostri valorosi, ma inutili sforzi!”.

F I N E

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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