di Piero Maroni  

MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

PROMETEO E GLI UOMINI

La punizione inflitta da Zeus a Prometeo
La punizione inflitta da Zeus a Prometeo

Prometeo, che in greco antico significava:“Colui che riflette prima”, era un titano e contrariamente agli altri della sua razza si schierò dalla parte di Zeus nella lotta a Crono, dicendo di fare altrettanto al fratello Epimeteo.   

Come premio, ebbe la possibilità di accedere liberamente all'Olimpo dove diventò amico degli altri dei.  

Zeus, per la stima che riponeva in Prometeo, gli diede l'incarico di forgiare l'uomo ed esso lo modellò dal fango e lo animò con il fuoco.

Da Atena e dagli altri dei ricevette un numero limitato di "buone qualità" da attribuire saggiamente agli esseri viventi, compito che suo fratello Epimeteo, “Colui che riflette dopo”,  adempì   con estrema leggerezza, assegnando i talenti in modo privo di razionalità, addirittura privilegiando gli animali e alla fine, non ne rimasero a sufficienza da consegnare al genere umano, ma Prometeo rimediò subito rubando ad Atena uno scrigno in cui erano riposte l'intelligenza e la memoria, che donò agli umani.

Zeus furioso dell’atto del Titano, pensava che i doni fossero troppo pericolosi per questa razza perché gli uomini in questo modo sarebbero diventati sempre più potenti e capaci, decise allora di liberarsi degli esseri umani.

A quell'epoca, gli uomini erano ammessi alla presenza degli dei, con i quali trascorrevano momenti conviviali di grande allegria e serenità. Durante una di queste riunioni accadde un fatto che peggiorò assai i rapporti.

Durante un banchetto fu portato un enorme bue, del quale metà doveva spettare a Zeus e metà agli uomini. Il signore degli dei affidò l'incarico della spartizione a Prometeo, che desideroso di aiutare gli umani, approfittò dell'occasione per ingannarlo.

Quando sacrificò l'animale, dei pezzi ne fece due parti: agli uomini riservò i pezzi di carne migliori, nascondendoli però sotto la disgustosa pelle del ventre del toro, mentre agli dei riservò le ossa che mise sotto un lucido strato di grasso, poi invitò Zeus a scegliere per primo la sua parte.

Il dio accettò l'invito e, ovviamente, prese la parte che luccicava di grasso. Quando invece scoprì le ossa abilmente nascoste, si arrabbiò lanciando una maledizione sugli uomini, da quell'istante sarebbero diventati mortali. 

Lo sfrontato raggiro doveva essere punito e Zeus, senza colpire Prometeo, tolse il fuoco agli uomini e li costrinse a una vita buia e senza calore nell'oscurità della notte.

Gli uomini, senza fuoco, morivano, Prometeo allora si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell'Olimpo e, appena giunto, accese una torcia dal carro di Elio, dio del Sole, si dileguò poi senza che nessuno lo vedesse e restituì loro il fuoco.  

Venutolo a sapere, Zeus ordinò al dio Efesto (Vulcano per i romani) di costruire una donna bellissima, la prima donna del genere umano. Tutti gli dei vollero fare un dono alla fanciulla: Atena le regalò le attitudini ai lavori femminili, Afrodite le donò la grazia, Hermes le diede il coraggio e l'astuzia ammaliatrice.

Avendo ricevuto tutti questi doni la fanciulla fu chiamata Pandora, che in greco significa appunto "tutti i doni".

Zeus ai doni aggiunse un vaso chiuso, un vaso che non si doveva però mai aprire.  Si racconta inoltre che Zeus la inviò come regalo da Epimeteo affinché la sposasse per punire la razza umana, alla quale Prometeo aveva dato il fuoco divino. 

Epimeteo, avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò, cosicché il dio, più indignato che mai per l'affronto subito, prima dall'uno e poi dall'altro fratello, decise di punire ferocemente il titano e tutti gli uomini che egli difendeva.

Fece incatenare Prometeo, nudo ad un'alta roccia sulla vetta di un monte e gli venne conficcata una colonna nel corpo.  Inviò poi un'aquila perché ogni giorno gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato tra atroci dolori, organo che gli sarebbe poi ricresciuto di notte e questo per molti e molti anni finché non giungerà Ercole a spezzare le catene, uccidere l'aquila con una freccia e liberare il titano spezzando le catene.

Epimeteo, dispiaciuto per la sorte del fratello, si rassegnò a sposare Pandora, ma essa appena maritata, sventatamente e per pura curiosità, aprì il vaso donatole da Zeus, il quale aveva chiuso all'interno tutti i mali che potessero tormentare l'uomo: la fatica,  la malattia, la vecchiaia, la pazzia, la passione e la morte. Essi uscirono e immediatamente si sparsero tra gli uomini; solo uno ne rimase sul fondo prima che venisse tardivamente rinchiuso: l'ingannevole speranza come unica consolazione.

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Pubblicato il 01.06.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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Che bravi, noi romagnoli abbiamo una marcia in più.
Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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