di Piero Maroni  

MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

La fine di Eracle
La fine di Eracle
Eracle uccide Nesso con una freccia avvelenata ignaro delle tragiche conseguenze

Deciso a rifarsi una famiglia, Eracle ricordò la promessa fatta a Meleagro nell'Ade e ricordò anche alcune delle parole del loro colloquio. Meleagro le aveva detto della bellezza di sua cugina Deianira ed Eracle gli aveva risposto che se era simile a lui nell'aspetto, volentieri l'avrebbe fatta sua splendida sposa. Memore della promessa, si recò a Calidone, per incontrare la bella principessa figlia del re di quella terra.

Mentre i tanti pretendenti erano riuniti in una grande sala in attesa che la principessa Deianira scegliesse il suo sposo, all'improvviso fece il suo ingresso Ercole con indosso la pelle del leone che aveva ucciso nella pianura di Nemea.

Alla sua presenza tutti i pretendenti, nonostante fossero uomini abili e valorosi nell'arte della guerra, si ritirarono tranne Acheloo, una divinità fluviale che aveva il dono della metamorfosi, cioè la facoltà di assumere qualunque aspetto a suo piacere, inoltre voleva sempre essere onorato e si adirava assai con chi non lo faceva, pertanto non gradì affatto l'atteggiamento di Eracle e così rimase a contendergli la mano della fanciulla.

Ercole disse che meglio delle parole, contavano i fatti, per cui sfidò l'avversario  ad un duello. La lotta fu asperrima: Acheloo, per vincere la contesa, tentò di utilizzare i propri poteri metamorfici, tramutandosi in toro e in serpente. 

Sconfiggere i serpenti era per Eracle una fatica da nulla alla quale era abituato sin da fanciullo, così, sconfisse il rivale con destrezza, riuscendo anche a strappargli un corno mentre stava assumendo sembianze di toro.

Eracle, dunque, sposò Deianira, la più dolce tra le fanciulle mortali, la coppia rimase per un certo tempo ad abitare a Calidone e nacque anche un bambino, Illo. Poi i due sposi lasciarono la città per trasferirsi in Tessaglia e, lungo il cammino, si trovarono a dover attraversare un fiume in piena.

Non c'era ponte, ma un traghettatore, era il centauro Nesso, che si offrì di portare Deianira, peraltro assai titubante ad attraversarlo, mentre Eracle avrebbe attraversato a nuoto, certo di poter superare l'ostacolo senza difficoltà.

I due accettarono l'invito, il centauro si inginocchiò ai piedi della donna, lei gli salì in groppa con la massima tranquillità, ma non appena furono approdati sull'altra sponda, Nesso rapì Deianira e fuggì al galoppo, ma lei si divincolò per difendersi, gridando. Eracle, furioso, uccise Nesso con le sue frecce micidiali intrise del veleno dell'Idra, il grande eroe non poteva immaginare le conseguenze di questo suo atto,

infatti in punto di morte il centauro disse a Deianira: " Ti confido un segreto, prendi un po' del mio sangue: è come un filtro magico, se mai Eracle in futuro ti vorrà lasciare per un'altra donna, tu, bagna la sua tunica con il filtro e lui tornerà da te.".

E Nesso morì, mentre Deianira metteva qualche goccia del suo sangue in un'ampolla e segretamente la nascondeva, l'avrebbe potuto utilizzarlo in caso di bisogno, come potentissimo filtro d’amore, cosparso sulle vesti di Eracle, l'avrebbe indotto a non guardare più alcun'altra donna, questo era quanto credeva la donna, dopodichè continuarono il viaggio.

I due sposi poi si stabilirono a Trachis, presso il re Ceice, ma l'irrequieto eroe non sapeva stare fermo e ricominciò a viaggiare e da solo si recò in Ecalia, dove regnava re Eurito, che aveva due figli, Ifito e Iole.

La ragazza era molto bella e aveva tanti pretendenti. Il padre, che era un fortissimo arciere, dichiarò che avrebbe concesso sua figlia in sposa soltanto a colui che lo avesse battuto nella gara con l'arco. Eracle, che aveva imparato a usare quest'arma proprio da Eurito, si presentò e vinse.

Ma il re aveva saputo che Eracle molti anni prima, in un momento di follia, aveva ucciso i suoi figli e, temendo che in futuro l'eroe potesse fare lo stesso con i figli di Iole, gliela rifiutò.

Orgoglio e ira erano molto forti nell'animo di Eracle e, inoltre, Iole era molto bella e la voleva per sé. Così tempo dopo, raccolto un esercito, Eracle partì per Ecalia, al fine di punire il re Eurito che gli aveva rifiutato la figlia Iole. L'eroe sconfisse e uccise il re, fece di Iole la sua concubina e la inviò, insieme ad altre donne rese schiave, a Deianira.

Intanto Eracle era deciso a ringraziare Zeus per il favore accordato con un grande sacrificio e si fece mandare per l’occasione una tunica pulita da Deianira, questa, tuttavia, in preda ad una folle gelosia e convinta che Eracle volesse ripudiarla per sposare Iole, immerse la tunica nel liquido stregato che Nesso le aveva donato tanto tempo prima, sicura che questo avrebbe legato per sempre suo marito a lei.

Ma Nesso l’aveva tratta in inganno: il liquido era il sangue avvelenato del centauro e, appena, la stoffa sfiorò la pelle dell’eroe, il veleno iniziò a corroderne le carni, gettandolo in un dolore insopportabile e mentre Eracle cercava di strapparselo di dosso, anche la carne si lacerava a brandelli.

Deianira in preda ai sensi di colpa, resasi conto dell’inganno di Nesso, si impiccò.

Ercole intanto soffriva moltissimo, salì sul monte Eta, non c'era anima viva, con furia sradicò mezza foresta e si costruì una pira su cui si adagiò deciso a bruciarsi tra le fiamme di un grandissimo rogo, in breve la grande pira cominciò ad ardere.

Mentre le prime fiamme si alzavano, sulla pira caddero folgori dal cielo, riducendo tutto in cenere. Era opera di Atena, la dea che aveva sempre protetto Eracle, scendeva in una nube e guidava un cocchio con quattro cavalli su cui salì l'eroe, lo portò poi sull'Olimpo, dove fu perdonato da Era in virtù delle fatiche sopportate e dove Zeus gli fece il dono dell’eterna giovinezza.

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Pubblicato il 01.06.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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Che bravi, noi romagnoli abbiamo una marcia in più.
Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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