di Piero Maroni

Suor ZaveriaA complicare però le cose e a turbare l’armonia del Consiglio della Domus sopraggiunse nel 1980 una legge regionale, che prevedeva la liquidazione delle I.P.A.B., che, a seconda della loro funzione, potevano essere privatizzate, se l’attività era prevalentemente di carattere educativo-religioso o restare nell’ambito dell’istituzione pubblica, se di carattere essenzialmente assistenziale.

Per la sua connotazione, la Domus si prestava ad ambedue le interpretazioni, per cui la questione divenne prettamente politica e finì per dividere partiti e gruppi d’opinione. Roventi polemiche divamparono nelle pubbliche assemblee, nel Consiglio comunale, sui manifesti murali, nelle discussioni tra cittadini.

Le tensioni si protrassero per diverse settimane esacerbando gli animi e provocando lacerazioni nel tessuto sociale e politico della comunità locale che si trasferirono conseguentemente anche nel consiglio della Fondazione che si divise sul da farsi: 3 voti favorevoli alla privatizzazione, 2 contrari; poi, quasi inaspettatamente, la legge fu modificata e si stabilì che potevano privatizzarsi solo quelle I.P.A.B. i cui consiglieri erano di nomina privata.

Non era il caso della Domus Pascoli, i cui consiglieri erano nominati dal Consiglio Comunale, ma i guasti arrecati non scomparvero immediatamente, anzi il solco fra le parti divenne ancor più profondo quando, l’anno successivo, giunse alla Domus una richiesta di parere su un progetto dell’Amministrazione Comunale (a maggioranza comunista e socialista) di congiungere il parco della Rimembranza con quello attiguo alla ex-casa del Fascio e trasformare così in zona verde anche la via don Minzoni.

Anche in questa occasione il Consiglio della Domus si divise, 3 a favore, 1 contrario e 1 assente.

La proposta del Comune, forse per il clima esacerbato di quei giorni, suscitò una serie infinita di pregiudiziali e sospetti e ci fu chi vi scorse il tentativo di aggredire l’area pascoliana per impossessarsene e mandare via le Suore e il pericolo parve ad alcuni talmente vicino che ci fu anche chi si adoperò negli ambienti parrocchiali per raccogliere le firme in difesa delle Suore stesse la cui Superiora era sr. Teresa Massarotto.

L’1 settembre 1981 subentrò in qualità di Superiora sr. Prescilla Borille, per tutti: sr Zaveria (nella foto), la quale resterà a San Mauro per 9 anni, il massimo consentito dall’Ordine e nel 1990 sarà a sua volta sostituita da sr. Rossi Maria Luisa, che sarà anche l’ultima superiora presente nel territorio sammaurese.

Il periodo della turbolenza era cessato, ma ripercussioni all’interno del Consiglio della Domus erano ancora presenti anche per le divisioni che si erano delineate all’interno dei partiti stessi e che avevano finito per minare la volontà dei rispettivi rappresentanti così che le assenze finirono per superare le presenze ed intanto il mandato amministrativo si avviava alla sua conclusione piuttosto stancamente.

Il 12 luglio 1983 si riunì il nuovo Consiglio con due anni di ritardo dovuto a difficoltà insorte nella spartizione, su base regionale, dei posti riservati ai partiti i quali avevano concordato che a San Mauro doveva essere riservato un posto nel Consiglio della Domus ad un rappresentate del Partito Liberale Italiano che era invece del tutto assente nel territorio comunale come organizzazione politica. Ci vollero due anni per rifare la mappa politica e finalmente il nuovo consiglio della Domus potè essere convocato.

Rivoluzionando le decisioni politiche adottate, i consiglieri furono scelti con un criterio radicalmente innovativo che creò polemiche e sconcerto fra i Partiti presenti a San Mauro, le persone non venivano indicate dai partiti presenti in Consiglio Comunale, ma individuate fra soggetti attivi nelle associazioni di volontariato o che si fossero segnalati per la loro disponibilità a farsi carico dei problemi della comunità, unitamente alle adeguate competenze tecniche necessarie per dirigere il complesso pascoliano le cui problematiche si andavano sempre più aggravando. 

Consiglio Domus

 

I Consiglieri nominati dal Consiglio comunale in cui il Partito Comunista aveva la maggioranza assoluta (11 su 20), erano i seguenti: dott. Maria Teresa Reggiani, rag. Silvia Giovannini, ing. Raffaello Dellamotta, Germano Zozzi, Piero Maroni. Nella seduta del Consiglio della Fondazione del 12 luglio, Maroni fu riconfermato alla guida della Domus con voto unanime.

Nella foto a fianco: da sx Sanzio Tognacci (addetto alla segreteria), Piero Maroni, Teresa Reggiani, Silvana Giovannini, Raffaello Dellamotta, Germano Zozzi.

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Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
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Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
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Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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