U j era staè la fèsta dl’Accademia Pascoliana:zcheurs, saleut e ciacri d’un profesòur ad Lingua Italiana.
A la fòin, cmè sempra, u j era un pansir pr’i sòci murt
e alòura tot in pì par daèi cmè una spezi ad saleut.
Rico, e’ vicepresident e lizòiva i num eun par eun
e tot zet a pansaè se tra quei us cnusòiva quaicadeun.
“Mauro Casadei, Andrea Carassi, Franco Branchet,...”
“Boh, tota zenta mai santoida doi!” Am sò det.
Finoi la cerimonia a s’aviesmi vers la scaèla
e l’è staè sla la porta ch’l’è vnu fura sta curiòusa sturièla.
La i fa una sgnòura d’una zertà età me’ vicepresident
ch’u s'era fat avaènti s’una faza da ès propi cuntent:
“Allora è morto anche il povero Andrea Carassi?”
“Speriamo di no!”
“Nooo? Ma se l’ha nominato tra i morti un minuto fa?”
“Ah…ssììì ? Allora sarà morto!”
“Ma l’ho visto una settimana fa a Forlì e stava bene!”
“Meglio per lui, gli auguro una salute di ferro!”
“Non capisco, è morto o è vivo?”
“Speriamo sia vivo e che campi altri cento anni!”
“Ma cosa dici? Mica è colpa nostra se è morto!” A j ò det mè,
“a ste peunt che sia mort da bon bsògna speraè,
sinò bèla figheura ch’ai fem,
cumò, a l’avem mes tra i murt parchè acsè i sa det i su. Sa femi? Al resusitem?”
Un minuto per i soci defunti
C’era stata la festa dell’Accademia Pascoliana \ discorsi, saluti e chiacchiere di un professore di Lingua Italiana. \ Alla fine, come sempre, c’era un pensiero per i soci defunti \ e allora come per dare loro una specie di saluto tutti in piedi e visi smunti. \ Il vicepresidente leggeva i nomi uno per uno \ e tutti zitti a pensare se tra quelli si conosceva qualcuno. \ “Mauro Casadei, Andrea Carassi, Franco Branchetto,...” \“Boh, tutta gente mai sentita dire!” Mi sono detto. \ Finita la cerimonia ci avviamo verso la scala \ ed è stato sulla porta che è venuta fuori questa curiosa fola. \ Fa una signora di una certa età al Vicepresidente, \ che si era fatto avanti con una faccia contenta e sorridente: \“Allora è morto anche il povero Andrea Carassi?” \“Speriamo di no!” \“Nooo? Ma se l’ha nominato tra i morti un minuto fa?” \“Ah... ssì? Allora sarà morto!” \ “Ma l’ho visto una settimana fa a Forlì e stava bene!” \“Meglio per lui, gli auguro una salute di ferro!” \ “Non capisco, è morto o è vivo?” \“Speriamo sia vivo e che campi altri cento anni!” \“Ma cosa dici? Mica è colpa nostra se è morto!” Gli ho detto io, \“a questo punto bisogna sperare che sia morto sul serio, \ sennò bella figura che ci facciamo. \ L’abbiamo messo tra i morti perchè così ci hanno detto i suoi. Cosa facciamo? Lo resuscitiamo?”
























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