At fata zenta 001L’era da un bèl pèz ch’un s’feva un cumpagnamòint acsè,
l’era mort eun ‘d chi cumunesta d’una volta e e’ prit in l’avòiva ciamaè,
senza banda e senza niseun ch’e ges un quèl, a s’aviesmi pr’andaèl a sploi,
tot s’la tèsta ‘d spunteun a guardaès i pì, dri ma la bandira de’ su partoi.
Te’ prinzoipi us steva zet, mo pu quaicadeun e raviet a ciacaraè
e quant ch’a stimi pr’arivé u s’era fat un casòin ch’a parimi te’ marcaè.
Datònda ma la càsa te’ campsaènt, a stimi però tot zet a guardaès tla faza,
par zarcaè ‘d capoi ch’sèl che bsugneva faè senza ès e’ pròim a faè una figuraza.
A tos vi da l’imbaraz par furteuna ch’e vnet fura un taèl
ch’e tachet a faè la storia de’ mort a cminzé da quant ch’l’era burdèl.
E giòiva ch’l’era staè un braèv suldaè e un gran lavuradòur,
e ch’l’era staè sempra unèst e galantòman ènca s’un cardòiva te’ signòur,
e quant che par finoi e get: “Addio compagno Pasquale”, alzend la vòusa,
    “Amen!” E gnurgnet al dòni fasendsi s’una maèna e’ segn dla cròusa.


Un  funerale  tutto  da  ridere
Era da molto che non si faceva un funerale così organizzato, \ era morto uno di quei comunisti di una volta e il prete non l’avevano chiamato, \ senza banda o alcuno che dicesse qualcosa, ci avviammo per il saluto prima che fosse seppellito, \ tutti con la testa china a guardarci i piedi, dietro alla bandiera del suo partito. \ All’inizio si stava zitti, ma poi qualcuno cominciò a chiacchierare \ e quando stavamo per arrivare si era fatta una confusione che sembravamo al mercato generale. \ Attorno alla bara nel cimitero, stavamo però tutti zitti a guardarci in faccia, \ per cercare di capire cosa bisognava fare senza essere il primo a fare una figuraccia. \ A toglierci via dall’imbarazzo per fortuna che venne fuori un omettino \ che cominciò a fare la storia del morto a cominciare da quand’era bambino. \ Diceva che era stato un bravo soldato e un gran lavoratore, \ e che era stato sempre onesto e galantuomo anche se non credeva nel signore, \ e quando per finire disse: “Addio compagno Pasquale” alzando la voce, \“Amen!” Brontolarono le donne facendosi con una mano il segno della croce.

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Pubblicato il 01.06.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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Pubblicato il 01.06.2026 - Categoria: Maroni Gallery

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO - IL LIBRO

Ultimi Commenti

Che bravi, noi romagnoli abbiamo una marcia in più.
Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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