
UN FOGLIO BIANCO
C’era su un armadietto di una classe prima della Scuola Primaria un foglio bianco. Se ne stava lì dai primi giorni di scuola tutto solo a guardare i suoi amici appesi alle pareti dell’aula pieni di colori e disegni.
Era molto triste perché si sentiva inutile, era meglio finire pieno di scarabocchi o trasformato in missile o in barchetta piuttosto che non servire a nulla.
Di tempo ne passò parecchio, vide cadere le foglie, scendere la neve e sbocciare i fiori, finché un giorno fu investito da una ventata entrata da una finestra aperta e fu fatto volare su un banco vicino ad un astuccio aperto.
- Che brutta cera che hai, cosa ti succede? Chiese la matita.
- Non vedi come sono bianco? Nessuno mi vuole, nessuno mi usa, non servo a niente! Rispose il foglio.
- Cosa ti piacerebbe essere?
- Un paesaggio, un bel paesaggio di primavera, con tanti fiori e prati verdi.
- Tutto qui? Posso subito risolvere il tuo problema se i pastelli mi danno una mano.
- Sì, sì, volentieri! Gridarono in coro 12 lucidi pastelli.
La matita si mise subito all’opera, disegnò colline e alberi fioriti, ma mentre era intenta a tracciare un campo di fiori, arrivò una grossa gomma scura che con un sorriso cattivo si mise a cancellare tutte le figure tracciate. Più la matita si dava da fare, più la gomma cancellava e il povero foglio ritornò ad essere bianco come una volta.
Intervennero allora i pastelli:
- Ci pensiamo noi, spingeremo così forte che la gomma non riuscirà a cancellare!
Si misero a colorare un cielo di blu come un mare profondo e una campagna così verde che la gomma, malgrado si strofinasse con energia, nulla poteva.
Ben presto però per lo sforzo prodotto, le punte si consumarono e ci fu bisogno di rivolgersi al temperino.
Ahimè, il temperino era amico della perfida gomma ed in più aveva una bocca mostruosa con una lama terribilmente affilata che i poveri pastelli finirono per essere orribilmente triturati, del malcapitato verde non rimase che un mozzicone quasi inutilizzabile. E la stessa sorte sarebbe toccata agli altri se…
Un urlaccio spezzò il silenzio nell’aula:
- Cos’è questa sporcizia? Punte di colori dappertutto, avanzi di colore, continue cancellature… è uno schifo! Metti via quel temperino e quella gomma e lavora come si deve, se i pastelli si rompono, usa i pennarelli, ma sbrigati!
Lo scolaro obbedì al maestro e temperino e gomma finirono nel fondo buio della cartella, così la matita poté disegnare in pace e i pennarelli colorare a piacere.
Il foglio bianco si era trasformato in un paesaggio così vivace che fu appeso alla parete a fare bella mostra di sé.
Allora sì che fu veramente felice e quando a fine scuola fu tirato giù, gli dispiacque veramente.
























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