
UNA ORCHESTRA DI 100 ELEMENTI
La forza di rotazione era tale che al pallone, trasformato in una trottola, si annebbiò la vista e per un po’ perse conoscenza.
Quando si riebbe vide davanti a sé uno spettacolo talmente incredibile che pensò subito di trovarsi in un sogno.
Si rese conto di essere dentro il vortice della tromba marina, lo capì dal movimento d’aria che ribolliva tutto intorno, ma la cosa più incredibile, più stupefacente, più impensabile che apparve ai suoi occhi fu la presenza di una grande orchestra che fra trombe, tromboni e trombette saranno stati sicuramente un centinaio di elementi suonati da correnti d’aria presenti in abbondanza nel vortice e diretti da un vecchio “lupo di mare” risucchiato chissà dove e chissà quando.
Aveva una lunga barba bianca che gli giungeva fino ai piedi e che quasi si intrecciava coi capelli, altrettanto lunghi e altrettanto bianchi, così come bianca e lunga era una enorme coda che gli spuntava sul posteriore.
Vestiva alla marinara, pipa in bocca e berretto in testa e con una bacchetta indicava il ritmo e il tempo a quell’inconsueta orchestra ed era così preso dal suo lavoro che si accorse del pallone giallo solo quando questi gli rotolò per caso tra i piedi.
Smise allora di dirigere gli strumenti e con una specie di latrato animale gridò:
“MALEDETTO, MI HAI ROVINATO LA SINFONIA...
...AAARRRGGGHHH…..!!!”.
E gli sferrò una calcione pieno di rabbia che lo scaraventò su in alto verso l’apertura e l'uscita dall’imbuto della tromba marina e di qui precipitò nel vuoto.
























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