di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LE AVVENTURE DI UN GIOVANE TEMPORALE

AL POLO NORD
Si era avviato a bassa andatura, ma ora correva quanto più veloce poteva per allontanarsi da quel luogo di morte e distruzione.
Capì allora quanto fosse ignorante delle cose del mondo degli uomini: aveva scambiato una cruenta guerra per un innocente gioco, forse aveva ragione il suo re a ritenerlo immaturo.
Comunque era troppo tardi per pentirsi, era ora di fuggire e lontano, lontano, non poteva assistere a quella manifestazione di odio e di ferocia.
Correva ad occhi chiusi, senza neanche guardare a dove si stava dirigendo, era così immerso nella sua angoscia che non avvertiva né la stanchezza, né il caldo, né il freddo.
La corsa durò un bel po’, fin quando si sentì le gambe piuttosto pesanti, le braccia rigide e una gran fatica a procedere oltre.
Fece appena in tempo ad aprire gli occhi che il suo corpo i congelò, nella sua sfrenata corsa, senza rendersene conto, era giunto al Polo Nord ed era inverno pieno.
Davanti ai suoi occhi sbarrati scorsero immagini di freddo, di venti gelati, di ghiaccio, di tormente incredibili, di raffiche sibilanti che sembravano volessero dirgli:
“Hai disobbedito al tuo re? Ora pagane le conseguenze!”.
Solo, come un monumento di ghiaccio in quella infinita distesa gelata, gli sembrò che il dolore non dovesse avere mai fine.
Ma anche i momenti più brutti hanno un termine e l’inverno lasciò il passo alla stagione più calda e con essa iniziò il disgelo. La vita tornò a fluire nel corpo oramai scongelato, il giovane temporale rimise in azione i suoi arti rattrappiti e si preparò a riprendere il viaggio, ma prima di lasciare il Polo, ebbe una curiosa pensata:
“Visto che qui ce n’è tanta, adesso riempio il sacco di neve e la porto a quei bambini che tanto la desideravano. Oh sì, sì che bello! Che idea! Ci vado subito!”.
























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