
Ragnetto, aveva seguito il tutto appollaiato su un rametto del vecchio noce tirò un lungo sospiro di sollievo felice per aver salvato i passerini da una morte sicura, era orgoglioso di ciò che aveva fatto.
“I cattivi e prepotenti non li posso sopportare!”, si ripeteva nel pensiero gonfiando il petto senza timore di alcuno e pronto a tutto per difendere chi ne aveva estremo bisogno.
Attese ancora un po' il ritorno di mamma passera per consegnarle i suoi piccoli sani e salvi, ma visto che tardava oltre la sua pazienza e ritenendo di non aver più altro da fare il quel luogo, salì su una foglia gialla che stava per staccarsi dal noce e poco dopo si trovò a dondolarsi nell’aria.
Non aveva alcuna meta prefissa per cui si godeva il piacere del volo leggero finché, dopo alcuni metri e veloci attimi, la foglia terminò la sua corsa planando dolcemente sulle acque di un fiumicello che lentamente scorreva verso il mare.
Era bello lasciarsi cullare dalla corrente, chiuse per un attimo gli occhi, ma, per le violente emozioni provate di recente, una dolce stanchezza lo colse all'improvviso, e ben presto cadde in un sonno profondo.
E di lì a poco cominciò a sognare. Si trovava in un meraviglioso giardino, tutto pieno di tulipani gialli e rossi e lui passeggiava spensierato annusando l'aria profumata.
Tutto era silenzio e quiete, quando udì uno sciacquio e delle risatine provenire dall'interno di un grosso tulipano. Salì su per lo stelo robusto e spiò con un occhio da un buco presente nel petalo più grande e ...oooh, che meraviglia!
Una stupenda ragnetta stava facendo il bagno in alcune grosse gocce di rugiada contenute nel calice del fiore, ma la cosa che più affascinò Ragnetto fu che la ragnetta era completamente nuda. Il piccolo ragno strabuzzò gli occhi che giravano da soli come trottole impazzite e si spinse tanto verso il buco da piegare addirittura il grosso petalo.
La ragnetta avvertì immediatamente il fruscio e spalancando tutti i suoi meravigliosi occhietti neri emise un gridolino di rabbia e imbarazzo.
“ Chi è? Chi c'è che mi spia? Nel mentre che così gridava con tutte le sue otto zampine si copriva le nudità fino a diventare come una pallina rotonda. Ragnetto allora più confuso di lei e paonazzo per la vergogna, mise fuori la testolina da dietro il tepalo e balbettando rispose:
“ Io... io... sono... Ra...Ragnetto!
“ Oh, fece lei, non temere, ti perdono, sei così carino, vuoi venire con me sulla mia ragnatela? Vedrai come si sta bene!
A Ragnetto non parve vero, si presero per quattro zampe e si diressero verso la ragnatela che si trovava proprio sulla cima di un grosso tulipano e dal fondo della corolla arrivava un profumo così delizioso e intenso che stordiva.
Ragnetto, infatti, fra un'annusata e uno sguardo innamorato alla ragnetta, era oramai sul punto di perdere i sensi. Prima però di perdere completamente conoscenza fece in tempo ad accorgersi che la ragnetta gli si stava avvicinando con uno sguardo di dura cattiveria e la bocca spalancata pronta a mordere. Il piccolo ragno comprese al volo che la bella e buona ragnetta gli aveva teso una trappola, ora se lo voleva mangiare e la sentiva sopra di sé e non riusciva a muoversi, un incubo terribile.
Disperato si mise ad urlare, ma tanto, tanto forte che finì per svegliarsi di soprassalto.
























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