Tatiana
Raffaella
 Cl 5^ - Anno sc. 1984-85
 
 
L'AMORE CON LA RAGNETTA

Ora era solo più che mai, non perse però tempo e immediatamente si diede a salire su per il lungo stelo del tulipano sulla cui corolla la ragnetta aveva tessuto la sua tela.

Era emozionatissimo, ad ogni passo che faceva sostava un attimo per ripensare a ciò che stava tentando di fare e più si avvicinava e più i dubbi aumentavano, a ragionarci sopra gli prendeva una gran voglia di squagliarsela, ma l'istinto ad andare avanti era più forte di ogni logico pensiero, era la sua natura e non poteva sottrarsi dal compiere il suo dovere per mantenere la specie.

Dopo una salita che pareva non avere termine, finalmente giunse ai petali del fiore e di lì allungando il collo riuscì a scorgere l’oggetto dei suoi desideri che, seduta al centro della ragnatela, si stava in quel momento truccando.

Con petali rossi si ripassava le labbra, con un po' di carbone vegetale anneriva le ciglia, punte di aghi di pino servivano come spille per fissare i ricciolini dei capelli, un pizzico di polline bianco come talco per le gote, poi specchiandosi in una goccia di rugiada si sorrise, era segno che era contenta e soddisfatta della sua bellezza.

Anche Ragnetto era contento di quella bellezza, il suo cuore si mise a battere come un treno impazzito e all’istante decise di attirare su di sé l’attenzione della ragnetta con in testa un unico pensiero:

“Vada, come vada, sono pronto a correre qualsiasi rischio, devo fare il mio dovere di ragno maschio!”.

Sapeva, infatti, benissimo che se fosse capitato fra le sue grinfie se lo sarebbe certamente divorato così com’era accaduto tempo prima a suo padre. Con una zampetta prese delicatamente un capo della ragnatela e tirò deciso un paio di volte, poi velocemente corse a nascondersi.

La ragnetta credendo si trattasse di qualche insetto rimasto impigliato accorse prontamente per farne un boccone, ma grande fu la sua delusione quando si avvide del nulla che le stava intorno e rimase lì perplessa a chiedersi come e cosa poteva essere accaduto.

Ragnetto nascosto lì vicino riuscì a vederle i dentini affilati e un lungo brivido gli attraversò la schiena, sapeva che un minimo di distrazione gli poteva essere fatale.

Quando la ragnetta tornò al centro della ragnatela, il nostro uscì dal nascondiglio, tirò ancora un filo e ancora si nascose e lei nuovamente via di corsa a vedere l’eventuale preda e a rimanere un’altra volta delusa.

La cosa si ripeté per cinque o sei volte finché la ragnetta capì che a giocarle questo tiro era probabilmente un suo simile che cercava in tutti modi di fare l’amore con lei.

“Sta fresco”, disse fra sé e sé , “se mi capita a tiro gliela faccio passare io la voglia.”.

  Ma il suo piccolo pretendente ne inventò una delle sue. Adocchiata una mosca ferma su una foglia, la catturò passandole il suo filo attorno al corpo e rapidamente corse a gettarla sulla ragnatela.

La ragnetta stavolta non restò affatto delusa e nulla sospettando si diede a consumare quel prelibato pasto scordandosi di qualsiasi altro evento.

Era così presa  a saziarsi di quel saporito cibo che neanche si accorse di Ragnetto che quatto, quatto poté ora avvicinarsi a lei e fare all'amore senza troppi rischi, ma doveva far presto, guai se la ragnetta avesse terminato anzitempo il pranzetto, il suo secondo boccone sarebbe divenuto lui.

(Continua)

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Pubblicato il 01.06.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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