Così, sotto queste sembianze, entrò cauta e silenziosa nel salone delle feste nascondendosi tra le pieghe di una lussuosa tenda e quando la principessa appoggiò la margherita sul cuscino di una poltrona in un angolo della grande sala dei ricevimenti per partecipare ad un ballo a cui un brillante cavaliere l'aveva invitata, lesta, lesta la strega uscì dal nascondiglio, afferrò coi dentini aguzzi la margherita e, come una saetta, se la svignò col fiore in bocca senza che nessuno la notasse.
Che amara sorpresa per la principessa quando, terminate le danze, si apprestò a raccogliere la sua margherita, non poteva credere ai suoi occhi, non c'era più, era sparita. Si fecero immediatamente scrupolose ricerche, nessuno poté lasciare il palazzo senza essere perquisito, ma tutto fu vano, il fiore sembrava essersi dileguato.
Quanto pianse la principessa, tutti i giorni e le notti la stessa lagna: “Voglio la margherita...voglio la margherita...!”.
I reali genitori erano assai preoccupati, vedevano la figlia sempre triste e piangente, non se ne poteva veramente più di questi lamenti che risuonavano strazianti nel palazzo, tanto più che anche tra gli abitanti del reame si era diffusa abbondantemente una profonda tristezza, si viveva male, senza entusiasmo e voglia di fare o reagire, si lavorava malamente, gli affari ristagnavano, la ricchezza diminuiva giorno dopo giorno, bisognava tentare qualcosa.
Così un giorno il re e la regina madre dopo essersi consultati coi saggi del regno emisero un bando:
- “Chiunque riporterà
- la margherita sottratta
- a mia figlia,
- sarà ricompensato con oro e argento fino a che
- le sua tasche non traboccheranno e, se sarà
- un principe a compiere l'impresa, potrà
- diventare suo sposo ed erede al trono di
- questo reame!”
La ricompensa era decisamente allettante per cui tanti principi e tanti giovanotti tentarono l'impresa.
Nessuno ebbe fortuna, appena si avvicinavano al castello, la strega intuiva le loro intenzioni e immediatamente senza indugio li trasformava in rospi e ranocchi e li destinava a vivere e gracidare nel pantano intorno al castello.
Un giorno da lontano, lontano giunse un giovane misterioso principe che vagava per il mondo senza meta, desideroso solo di nuove avventure, era giova
ne e bello con lunghi capelli biondi e nulla c'era che gli incutesse timore.
Come venne a sapere della cosa non ebbe un attimo di esitazione, sarebbe andato a recuperare la margherita e avrebbe riportato la felicità in quello sfortunato regno.
Di buon mattino spronò il suo fedele cavallo e si inoltrò nel bosco seguendo il sentiero che gli era stato indicato, finché giunse ad un bivio imprevisto e girò dalla parte opposta al castello della strega, la strada giusta era smarrita, ma lui lo ignorava e si spinse sempre più oltre finché si trovò di fronte ad un imponente e maestoso cancello in ferro battuto.
Visto che era socchiuso, lo spinse un po' e si addentrò, era quello lo stesso giardino incantato delle fate dove tutto era magico e meraviglioso.
C'erano fiori dai colori stupendi e dai profumi incredibili, alberi dai riflessi d'oro e d'argento, fontane gorgheggianti nelle cui acque guizzavano pesci luccicanti, uccellini dal canto soavissimo e tante, tante altre meraviglie.





























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