DAI GIORNALINI SCOLASTICI DEL MAESTRO PIERO
STRANI VIRUS
I VIRUS sono dei microrganismi che si insediano nel corpo umano per contagio, cioè si trasmettono da persona a persona e possono arrecare malattie più o meno gravi. Nella nostra aula di VIRUS se ne aggirano parecchi, ne abbiamo isolato qualcuno e lo abbiamo analizzato attraverso la lente d'ingrandimento, eccoli.
È molto diffuso e si trasmette assai facilmente, è la disperazione degli insegnanti che per sua colpa si arrabbiano frequentemente e perdono quasi la voce per dire: basta. È un virus che si mette nella lingua, che non può più stare ferma e dice, dice, anche quando non dovrebbe. Si è tentato di curarlo in tanti modi e con tante medicine: sgridate, minacce, punizioni, note, ma niente da fare, c'è chi dice che l'unico rimedio sarebbe il taglio della lingua. Si può provare in una prossima volta.

I virus visti con la lente d'ingrandimento.
È presente un po' in tutti in questa classe, ma molto di più nei maschi. Si posiziona soprattutto negli occhi e si manifesta e si diffonde attraverso gli sguardi. Basta infatti che un bambino guardi un compagno che subito scoppiano entrambi in un riso irrefrenabile. Non occorre alcun motivo speciale per ridere ed è questa particolarità che lo rende spesso insopportabile per chi non ne capisce la ragione e poi più si ride e più si continua a ridere, così che anche chi non è contagiato, si aggrega alla compagnia aggiungendo un notevole numero di sciocchezze e stupidaggini pur di far ridere. Anche in questo caso i soliti rimedi in uso a scuola non funzionano più di tanto, per cui c'è chi propone di togliere un occhio a chi semina sguardi da ridere, ma si può?

Non si sa bene chi lo abbia così denominato e neanche il perché, pare comunque che gli asini si siano molto offesi. Sì perché è un virus che trasmette una malattia con degli effetti assai disgustosi e difficili da curare. Per meglio rendersene conto basta guardare qualche quaderno degli scolari: errori a non finire, doppie saltate, acca trascurate, compiti mal realizzati e, nei peggiori dei casi, neanche eseguiti. Letture stentate, tabelline mai imparate, problemi mai capiti, disattenzione continua sono le manifestazioni più evidenti, ma ce ne sono altre ancora.
Come si cura? Ah, questo è un bel problema, c'è chi dice che basterebbero dieci punture di “BUONA VOLONTÀ”, ma in farmacia non si trovano, in attesa si potrebbe provare con qualche sculaccione, ma non ci sono più le mani dure di una volta e poi mica è detto che servano sempre, in qualche caso però...

È un virus antico al quale pare che una volta fosse stato trovato il rimedio efficace: la chiusura nel “COLLEGIO DEI DISCOLI”. Lo minacciavano, ma forse non lo facevano, i genitori ai figli quando combinavano qualche guaio o marachella. Se il genitore parlava in dialetto diceva: “Ma tè, at ceud 't e' culeg di descual!”. Che in italiano voleva dire: “Io ti chiudo nel collegio dei birichini!”.
Ad ogni modo è ancora presente, si vede che la cura non lo ha stroncato, anzi pare addirittura in aumento tanto che a scuola si sono tentate nuove medicine: le note da far firmare ai genitori, la messa in castigo fuori dalla porta, aumento dei compiti a casa, ricreazione abolita, convocazione a scuola dei genitori, ecc... Tutte misure che non hanno però più neanche l'effetto di una pasticca calmante e allora che si fa? Provate voi a trovare un rimedio...!
























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