DAI GIORNALINI SCOLASTICI DEL MAESTRO PIERO
IL “MISTERO” DELLA NASCITA
Stavamo sfogliando un album raffigurante la comparsa e sviluppo della vita sulla terra e stavamo notando che le prime forme di vita erano nate nell'acqua, piccoli esseri unicellulari che col passare del tempo si sono sempre più evoluti finché, oltre alla respirazione branchiale, tipica dei pesci, si sono aggiunti animali più grossi e dotati anche di apparato polmonare e pertanto in grado di respirare l'aria fuori dall'acqua.
È stato a questo punto che il maestro ha detto: “Lo sapete che anche l'essere umano ha origine nell'acqua e solo dopo la sua nascita inizia a respirare coi polmoni?”.
Immediatamente tutti avevano qualcosa da dire o qualcosa da chiedere e, nella confusione delle voci, è emersa una grande disinformazione sul come si nasce.
Cerchiamo di dare qualche spiegazione e chiarimento, partiamo però da quanto si dice intorno al “mistero” della nascita e che, in qualche modo, abbiamo sentito raccontare.
C'è un vecchio film intitolato “MIRACOLO A MILANO” di Vittorio De Sica, in cui le scene iniziali si svolgono in un orto e una vecchia signora è intenta ad innaffiare i suoi ortaggi, quando sente il pianto di un neonato. Cerca di qua, cerca di là, finché sollevando le larghe foglie di un grosso cavolo si accorge che lì disteso vi è un bimbo piccolo. Lo raccoglie e lo alleva, ma quando lui raggiunge l'età di circa 10 anni, lei muore e il piccolo finisce in un orfanotrofio. Ne uscirà ragazzo, ma il mondo di fuori offre ben poco, c'è solo tanta miseria ed egoismo e di qui tutta una serie di fantastiche e divertenti situazioni, fino alle ultime scene in cui si vedono tutti poveri della città a cavallo di una scopa prendere la via del cielo per un luogo dove, come dice il film, “il buongiorno vuole dire veramente buon giorno”.
Lo dice, in particolare, in una bella poesia in dialetto sammaurese GUGLIELMO GIOVAGNOLI detto MINO, il poeta cui è dedicato il parco che sorge davanti alla scuola e che scrisse il libro di poesie dialettali “E ZAPATIN DAL CHÈSI” (Lo zampettino delle case). Giovagnoli non era solo un poeta, era pittore, giornalista, organizzatore di convegni pascoliani e, soprattutto, uomo di scuola. Maestro in gioventù (fu il mio maestro in 3^ El.) e poi direttore ed, infine, ispettore. Era nato a S. Mauro P. il 7 giugno 1925, si è spento a Rimini, dove si era trasferito, il 28 dicembre 1993.
LA BANCHÈTA LA BANCARELLA
“E mè duò ca so nasceu?” “E io, dove sono nato?”.
“Sta zett tè: a t'avem còmpar “Sta zitto tu: t'abbiamo comprato
s'e marchè ad Savgnen!”. Al mercato di Savignano!”.
E mè aloura a rugioiva, E io allora urlavo,
a sbatòiva i pì, battevo i piedi,
a pianzoiva disperè! Piangevo disperato!
La mi ma e al mi surèli La mia mamma e le mie sorelle
al ridoiva, cal burlòuni... ridevano, quelle burlone...
Eppure adèss, ca so bèla vècc, Eppure adesso, che sono quasi vecchio,
quant ca càpit s'e marchè ad Savgnen, quando capito sul mercato di Savignano,
a zoir d'atònda ad qua e ad là giro attorno di qua e di là
par zarchè la mi banchèta. Per cercare la mia bancarella.

3^ STORIA: i bambini li porta la cicogna.
Questa è la più diffusa tra le storie che si raccontano, tanto che la cicogna, un grosso uccello dalle lunghe zampe che nelle regioni in cui vive nidifica sui camini, sulle punte dei campanili e perfino sui pali della luce, è diventato il simbolo della nascita. Lo si trova, infatti, sulle torte nelle feste di battesimo, nei bigliettini augurali, negli album fotografici dei neonati, ecc..., e sempre viene rappresentato col lungo becco che tiene sospeso un fagottino nel quale è contenuto un piccolo bimbo.
SOFIA:- Nascono dalla pancia della mamma e prima di nascere stanno dentro ad una specie di sacchettino. Quando è ora di nascere, spingono più forte che possono e quando è uscito dalla pancia sono tutti contenti.
NICOLA:- Per me i bambini nascono in cielo e quando la mamma scrive la letterina gli angeli mettono un bambino nella sua pancia e poi quando è ora lo prendono i dottori.
ISABELLA:- Nascono della pancia perché sennò non li farebbero le mamme, ma li troverebbero sotto un cavolo o li comprerebbero e magari glieli porterebbe la cicogna, invece è sicuro che nasce nella pancia.
MANUEL:- Nascono dalla pancia perché dentro il seme del papà ci siamo noi.
VINCENZO:- Secondo me i bambini nascono da sotto e non li porta la cicogna, nascono dalla pancia e dopo li prende il dottore.
FRANCESCA:- Nascono dalle mamme incinta, ci mettono 9 mesi a crescere nella pancia, dopo vanno all'ospedale e i dottori li tolgono dalla pancia. Dopo due giorni vanno a casa.
ALESSANDRO:- Per me i bambini nascono dalla pancia della mamma in ospedale, ma solo se il babbo e la mamma si amano, solo così possono nascere i bambini.
CRISTIAN:- Per me i bambini nascono dal buco del sedere o dalla pancia.
FABIO:- Nascono sotto un cavolo perché le mamme li abbandonano lì sotto per far contente le persone che abitano lì.
SAMUELE:- Nascono dalla pancia perché mia mamma quando ha partorito mio fratello ha fatto così e se anche io non ho visto niente, me l'ha detto lei.
LAURA:- I bambini nascono dalla pancia della mamma e ci stanno dentro 9 mesi, però possono nascere anche un po' di mesi prima. Quando deve nascere la mamma corre subito all'ospedale e così il dottore le fa un taglio nella pancia e poi un po' per volta fa uscire il bimbo o la bimba.
CATERINA:- Nascono dalla mamma e dalla pancia perché da 9 mesi stanno lì dentro. Fa abbastanza male quando nascono perché la mamma deve spingere e si sforza.
VALENTINA:- Per me i bambini li porta la cicogna e, prima di uscire, la cicogna li prende dall'ombelico col becco e se li porta via dentro un sacchettino.
ALAIN:- Secondo me i bambini nascono dalla pancia perché se no è un animale.
ANDREA:- Nascono dalla pancia perché quando mia mamma mi ha partorito ha detto che ero carino ed ero piccolissimo che stavo in un passeggino


























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