DAI GIORNALINI SCOLASTICI DEL MAESTRO PIERO
COME NASCONO I BAMBINI

Perché si generi la vita è assolutamente indispensabile la presenza di elementi maschili e femminili, solo grazie alla loro combinazione può formarsi una vita, e questo vale sia per le specie del mondo vegetale (alberi, cespugli, fiori, ecc...), sia per la specie del mondo animale (cani, gatti, uccelli, pesci, ecc...), sia, naturalmente, per gli essere umani.
A volte si nota che tra maschi e femmine sorge qualche litigio e ogni gruppo si allontana dall'altro maledicendosi a vicenda e pensando che era meglio se i maschi o le femmine, non c'erano. Bene, se la natura non avesse generato sia i maschi che le femmine, oggi nessuno di noi sarebbe qui a raccontarla, perché non ci sarebbe alcun essere umano. Questa presenza di entrambi i sessi è dovuta al fatto che gli elementi femminili sono, ovviamente, presenti solo nel corpo femminile e si chiamano “OVULI”, se questi vengono raggiunti dagli elementi maschili presenti nell'uomo e che si chiamano “SPERMATOZOI”, si ha la “FECONDAZIONE”, cioè inizia nel ventre della donna lo sviluppo di una forma vivente che col tempo e dopo varie trasformazioni, assume l'aspetto di un essere vivente.
Occorrono nove mesi perché il bambino si formi completamente, alcuni però possono nascere anche prima (ai 7 o 8 mesi) e in questi casi dovranno stare per un certo di tempo in una culla riscaldata chiamata INCUBATRICE, dove il bambino può raggiungere la piena maturazione.
Il bambino vive nel corpo della madre ben protetto entro un sacco (PLACENTA) immerso in una specie di acqua (LIQUIDO AMIOTICO) e nutrito attraverso il CORDONE OMBELICALE grazie alle sostanze presenti nel corpo della mamma e che si assumono normalmente durante l'alimentazione.
Quando il bambino è pronto per nascere si gira a testa in giù e qualche tempo dopo inizia il vero e proprio processo di nascita che si può manifestare sia con la rottura della placenta (ROTTURA DELLE ACQUE), sia con la comparsa di dolori al ventre (LE DOGLIE), dolori che tendono ad aumentare e che in realtà sono le spinte necessarie per espellere il bambino dal corpo materno.
Quando si perdono le acque o si avvertono le prime doglie, vuol dire che è ora di nascere e quando la testolina del bambino si incomincia ad intravedere chiaramente, significa che è oramai giunto al termine della VAGINA, il canale attraverso cui escono i bambini. Allora se la mamma è in ospedale, viene portata in sala parto, dove assistita da personale medico e infermieristico dà alla luce il figlio o figlia.
La prima ad uscire è la testa, poi tutto il resto del corpo, si taglia quindi il cordone ombelicale, si lava per bene il neonato e lo adagia sul corpo della madre e un altro essere vivente viene ad arricchire il nostro mondo.
La mamma aveva una pancia talmente grossa che quasi scoppiava, dopo quattro giorni che era finito il tempo, al mattino le si sono rotte le acque, ma ancora non sentiva le doglie. Lei e papà partirono per andare all'ospedale e di lì a poco iniziarono i dolori, ben 12 ore di dolore e io che proprio non volevo uscire. Allora il dottore ha deciso di non farmi passare da dove passano quasi tutti i bambini, ma ha fatto un taglio nella pancia della mamma e...voilà, sono venuto al mondo. Appena nato ho visto per primo mio papà perché la mamma l'avevano addormentata, ma quando si è svegliata mi hanno portato subito da lei.
La mamma però non aveva le doglie perché era solo di otto mesi e quindi i dottori gliele hanno fatte venire prima col gel e poi con la flebo. Iniziando al mattino le doglie vere sono arrivate alla sera alle otto, allora l'ostetrica ha accompagnato la mamma in sala parto, dove è entrato anche il babbo che ha aiutato la mamma e ha visto per primo i miei capelli. Sono nato alle 22,53 e nero, nero, coperto di pelo, capelli neri lunghi e dritti, pesavo Kg 3,625.
Mia mamma mi ha raccontato che sono nato il 26 settembre 1998 alle ore 5,00 della mattina all'ospedale di Cesena. Il mio babbo mi ha visto nascere ed è stato molto contento di vedere che era nato un maschietto perché avevo già una sorellina. La mamma mi ha detto che ero bellissimo, pesavo più di 4 chili e avevo degli occhietti vispi, ma tanto dolci.
In piena notte sveglio tutti e decido che è giunta l'ora. Di corsa i miei genitori arrivano all'ospedale verso le 11. la mamma viene ricoverata e a mezzanotte si entra in sala parto, dopo varie peripezie alle 4 del mattino del 27 dicembre nasco io: Martina. Mi dicono che strillavo a più non posso, che avevo i capelli ricciolini, ma che dopo il primo bagnetto sono diventati lisci.
Il giorno che sono nata mia mamma era molto contenta perché c'erano state delle complicazioni durante la gravidanza e adesso che stavo nascendo, tutto si sarebbe risolto, però aveva anche un po' di paura. All'ospedale l'ha portata mio babbo e quando la mamma è entrata in sala parto, il babbo ha deciso di stare con lei anche se di solito ha paura di una puntura.
Io e mia mamma abbiamo fatto tutto da sole. Alle 5 sono arrivate le prime contrazioni, alle 10,30 della sera la mamma è stata portata in sala parto e con lei è entrato anche il babbo. Dopo due ore sono nata, pesavo Kg 3,248 ed ero lunga 51 cm. Appena uscita dalla pancia ho pianto, in quel momento il mio colore era violaceo, dopo il bagnetto però sono diventata di un bel rosino.
Il dottore ha detto che era ora di entrare in sala parto e il babbo ha telefonato a tutti i miei parenti perché venissero a vedermi. Il babbo ha assistito la mamma e dopo mezzora io sono nata. Avevo gli occhini aperti ed ero proprio bella. L'ostetrica mi ha messo a riposare sulla pancia della mamma, poi mi ha lavata, vestita e mi ha consegnato alla mamma per essere allattata.
Nel primo pomeriggio i dolorini del mattino diventano più forti e frequenti: erano le doglie. Alle 16 con babbo sono partiti per andare al Bufalini e lì i dottori le hanno detto che prima di sera sarei nato. I dolori aumentavano in continuazione e una ostetrica diceva alla mamma cosa e come doveva fare. Verso le 18,16, dopo un po' di spinte, sono venuto alla luce io.
La sera prima della nascita la mamma era andata a fare una lunga passeggiata e mentre stava per coricarsi sono arrivate le contrazioni. In ospedale il dottore ha detto che ero pronta per nascere, così dopo alcune ore di travaglio è entrata in sala parto. Qui bravissime ostetriche mi hanno aiutato ad uscire dal pancione, il babbo assieme al dottore, ha tagliato il cordone ombelicale, in testa non avevo neanche un capello, ma ero bella lo stesso.
Dopo varie ecografie il dottore ha visto che stavo bene perché mi ciucciavo il dito ed ero tranquilla, la mamma invece un po' meno. Dopo 7 ore sono nata. Il babbo mi ha portato sulla pancia della mamma e io mi sono attaccata al seno. Ero una bimba con molti capelli neri, il viso rosso ed il naso schiacciato, non ero la fine del mondo, ma per il babbo e la mamma ero la più bella del mondo.
Alle ore 2 di notte si sono rotte le acque e con mio marito via all'ospedale a Cesena. Il dottore e l'ostetrica dopo la visita dissero che non ero ancora pronta per farlo nascere, allora mi aiutarono con una flebo. In sala parto tra un dolore e l'altro, il sacco cominciò a spingere, ma ad un certo punto si bloccò, ma con l'aiuto della flebo e una grossa spinta finalmente dopo 6 ore di travaglio nacque il bambino, era bellissimo.
É stato un giorno movimentato perché nessuno se l'aspettava, dovevo nascere una settimana più tardi, così alla mamma hanno dovuto praticare il taglio cesareo ed è stato molto doloroso. Fuori dalla sala operatoria c'erano il babbo e la nonna e appena fuori il babbo mi ha preso in braccio, ma per poco perché l'infermiera mi ha messo nella culla termica. Appena nato ero cicciottello e con tanti capelli neri e tutti quelli che venivano a vedermi, volevano prendermi in braccio perché dicevano che sembravo un batuffolo.
























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