IL CONTO COLONICO DELL'ANNO 1954 DEL “FONDO LUSO” CONDOTTO DAL MEZZADRO ZAMAGNI GIOVANNI “ZVAN DE CASET”Tramite Donatella Gobbi siamo venuti in possesso del “Conto Colonico” del “Fondo Luso” gestito dal mezzadro Giovanni Zamagni “Zvan de Caset”, nonno di Donatella.
Giovanni Zamagni era sposato con Maria Berardi “Zicheta” e dal matrimonio sono nate sei figlie femmine, Anita, Pia, Terza, Giuseppina, Quinta e Santa.
Il Conto Colonico chiamato anche “Libretto di Colonia” come riportato nel libretto stesso era “tenuto a’ sensi degli articoli 2161 e 2162 del Codice Civile”, i testi degli articoli sono riportati in calce nel libretto.
Nel 1954 i poderi della Tenuta Torre erano stati venduti ai privati, e dal "Libretto di Colonia" risulta proprietario del fondo il Geom. Dante Franchini.
Dati relativi al “Fondo Luso”, era uno dei più piccoli della ex tenuta Torre, si trovava in fondo alla Via Due Martiri dove c’era il guado del fiume Uso e in seguito il ristorante “il Guado”:
Un documento molto interessante, di oltre 70 anni fa che ci permette di capire come era tenuto il Conto Colonico, e quali erano i rapporti tra i proprietari terrieri e i coloni.
Oltre all’intestazione con i dati del concedente (proprietario Geom. Dante Franchini) e del conducente (mezzadro Giovanni Zamagni) il libretto si compone di una prima parte con l’intestazione “BESTIAME BOVINO NELLA STALLA - CARICO E SCARICO”.
Nel 1954 nel carico alla voce “Bestiame in esistenza” sono elencati: vacche n. 2, Bergamina (vacca lattifera) n. 2, vitello n. 1, Bergamina con vitello 2, vitello nato morto 1.
TOTALE DI LIRE 600.000
Nello scarico: le vendite del bestiame ai sig.ri Righini, Bologna e ad altri e le rimanenze per un TOTALE DI LIRE 780.500 con un utile di lire 180.500 (780.500-600.000) da dividere al 50%, lire 90.250 ciascuno, al concedente e al conduttore.
Una seconda parte dare a debito e avere a credito del colono.
Nella colonna dare il costo dei PRODOTTI PER LA COLTIVAZIONE DEL TERRENO, sementi per patate, fieno, granone, fagioli, favino, concimi, aratura, assicurazione, e spese varie.
Nella colonna avere il CORRISPETTIVO DELLA VENDITA dei prodotti della terra.
Anche in questo caso, come per il bestiame, da dividere al 50%, tra proprietario e colono.
A questo punto nel Conto Colonico sono elencate delle operazioni che non siamo riusciti a comprendere.
Il totale avere del mezzadro di lire 104.750 viene sommato alla voce dare del mezzadro lire 215.207 per un totale di lire 319.957 (??).
Il totale avere a credito andava tolto dal totale dare a debito.
A penna un altro calcolo al totale debitore di lire 215.207 viene tolto un importo di lire 102.500, mentre il totale avere è di lire 104.750.
Dopo oltre 70 anni difficile capire e interpretare questi conteggi anche se ci sia consentita una nostra considerazione, a quei tempi era molto facile per i proprietari terrieri approfittare di mezzadri che purtroppo non avevano un’istruzione adeguata.
Donatella ci ha raccontato di un personaggio chiamato “Sarera” che incaricato dal padrone dei terreni aveva il compito di vigilare e riferire sull’attività del mezzadro per evitare eventuali ammanchi di prodotti agricoli durante le principali attività contadine, ad esempio vendemmia, mietitura e altro.
Alleghiamo le pagine numerate del Conto Colonico e una fotografia di fine anni ’50 di Giovanni Zamagni “Zvan de Caset” intento a realizzare un cesto in vimini.
Ringraziamo Donatella Gobbi per averci consegnato questo importante documento.





























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