
A seguito del convegno tenutosi nel mese scorso a Villa Torlonia dedicato alla crisi e al futuro del distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli, una delegazione di CNA Federmoda Forlì-Cesena ha partecipato a un importante evento nazionale di CNA dedicato al Made in Italy.
A rappresentare le imprese della nostra provincia erano presenti Gessica Lombardi, presidente CNA Federmoda Forlì-Cesena, che rappresenta anche a livello nazionale il mestiere Calzaturiero e Pelletteria; Marco Pierluigi, presidente provinciale del mestiere e l'imprenditrice Roberta Alessandri di Smarth Leather sas.
"La competitività del sistema moda Italia non può più fondarsi solo sull’estetica del prodotto - afferma Gessica Lombardi, presidente CNA Federmoda Forlì-Cesena - ma è fondamentale che l’intero sistema produttivo sia credibile. Per questo occorre soffermarsi su tre temi centrali: la legalità, la responsabilità di filiera e le politiche industriali orientate al valore, insieme alla formazione come leva per il futuro. La legalità non è un concetto astratto, ma ciò che distingue chi lavora con serietà da chi compete abbassando qualità, diritti e prezzi, è una condizione indispensabile per difendere il valore del lavoro. Un prodotto può definirsi realmente Made in Italy solo se tutta la filiera lo è, non soltanto l’ultimo passaggio. La reputazione del nostro Paese si costruisce attraverso filiere pulite e trasparenti, dove ogni anello è forte e riconosciuto". Su questi tre temi centrali CNA Federmoda ha lavorato nel mese scorso all'interno dell'appuntamento annuale “Made in Italy: Valore Economico, Sociale, Etico” che quest'anno, non a caso, si è tenuto a Roma. Il filo comune emerso dai tre tavoli è netto: le filiere della moda non soffrono di assenza di regole, ma di un sistema a volte squilibrato nei rapporti tra coloro che la compongono.
- Legalità e rapporti di filiera: la legalità nella filiera moda non può ridursi a un adempimento formale. CNA Federmoda propone un sistema fondato su semplificazione burocratica, fascicolo unico dell’impresa, documento standard condiviso e un meccanismo premiale — sul modello del rating di legalità — che riconosca e valorizzi concretamente le imprese virtuose.
- Politiche industriali: la filiera moda è di fronte a un cambiamento radicale dei paradigmi produttivi e di mercato. Le reti e le aggregazioni tra imprese vanno rilanciate, i patrimoni territoriali e gli archivi valorizzati, le specializzazioni di nicchia sviluppate. Con i brand occorre costruire accordi quadro stabili che superino la logica del tiranneggiamento sul costo-minuto e riconoscano il valore strategico della filiera come sistema flessibile e insostituibile.
- Formazione: riavvicinare i giovani alle professioni della filiera moda richiede strumenti nuovi e concreti. CNA Federmoda propone tre azioni: il rafforzamento istituzionale attraverso il Protocollo Valditara, il Job Shadowing come esperienza diretta in impresa, e la Card Young Bridge — un kit professionale di orientamento che trasformi il percorso di studi in vocazione e apra le porte del mondo artigiano.
























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