Che si tratti di un vino rosso lo sanno tutti; il suo legame con la Romagna è altrettanto noto. Meno conosciuta è l'etimologia del lemma: vexata quaestio che ci conduce a San Mauro. L'etimologia, disciplina incerta, in questo caso lo è vieppiù per ammissione dei medesimi che hanno provato a ricostruirla. I vocabolari della lingua italiana ipotizzano un riferimento a “sangiov(ann)ese” dal toponimo San Giovanni Valdarno dove il vitigno è molto diffuso. In Romagna un luogo comune assai facile riconduce il termine dialettale Sanzvés (condiviso da quasi tutte le parlate locali salvo quelle dell'area del dittongo, tra cui il sammaurese Sanzvòis) a Sanctus Zeus. Ma Friedrich Schürr, il linguista austriaco principale studioso della lingua romagnola, ne ha avanzata un'altra. Che proverebbe anche l'origine romagnola del lemma. Per “giovese” propone la derivazione da e ven de zov (viene dal giogo) o zves che indica la provenienza collinare. Quanto al San-, chiama in causa il latino Mons Jovis, monte Giove, presso Savignano, da cui “montegiovese”, in dialetto romagnolo manzves. “Così - conclude - 'manzves' si associò al termine generale originario 'zves'. Il 'man-' spesso malinteso fu sostituito poi con 'San-'” e con la santificazione s'impose Sanzvés. Un'altra ipotesi formula Mario Bartoli. Che ci conduce a San Mauro e più in particolare a Giovedia (zona della Torre a un dipresso): in origine entità territoriale autonoma, poi incorporata da San Mauro. Bartoli - riassumo radicalmente la sua dotta dissertazione - fa risalire il lemma Sangiovese al probabile greco arcaico *geo.ved-(/vid-), che sarebbe all'origine di Giovedia, e all'avverbio latino sane, da cui rispettivamente “giovese” e “san”. Sangiovese
- Categoria: Mini lessico della Sammauresità
Che si tratti di un vino rosso lo sanno tutti; il suo legame con la Romagna è altrettanto noto. Meno conosciuta è l'etimologia del lemma: vexata quaestio che ci conduce a San Mauro. L'etimologia, disciplina incerta, in questo caso lo è vieppiù per ammissione dei medesimi che hanno provato a ricostruirla. I vocabolari della lingua italiana ipotizzano un riferimento a “sangiov(ann)ese” dal toponimo San Giovanni Valdarno dove il vitigno è molto diffuso. In Romagna un luogo comune assai facile riconduce il termine dialettale Sanzvés (condiviso da quasi tutte le parlate locali salvo quelle dell'area del dittongo, tra cui il sammaurese Sanzvòis) a Sanctus Zeus. Ma Friedrich Schürr, il linguista austriaco principale studioso della lingua romagnola, ne ha avanzata un'altra. Che proverebbe anche l'origine romagnola del lemma. Per “giovese” propone la derivazione da e ven de zov (viene dal giogo) o zves che indica la provenienza collinare. Quanto al San-, chiama in causa il latino Mons Jovis, monte Giove, presso Savignano, da cui “montegiovese”, in dialetto romagnolo manzves. “Così - conclude - 'manzves' si associò al termine generale originario 'zves'. Il 'man-' spesso malinteso fu sostituito poi con 'San-'” e con la santificazione s'impose Sanzvés. Un'altra ipotesi formula Mario Bartoli. Che ci conduce a San Mauro e più in particolare a Giovedia (zona della Torre a un dipresso): in origine entità territoriale autonoma, poi incorporata da San Mauro. Bartoli - riassumo radicalmente la sua dotta dissertazione - fa risalire il lemma Sangiovese al probabile greco arcaico *geo.ved-(/vid-), che sarebbe all'origine di Giovedia, e all'avverbio latino sane, da cui rispettivamente “giovese” e “san”. 
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