
All'istante impartì un ordine secco alle sue servette:
“Presto, suonate l’adunata di tutte le operaie dell’alveare!”.
Quattro di queste immediatamente si sfilarono il pungiglione, lo svuotarono del veleno che a loro serviva come arma di difesa in caso di pericolo, se lo portarono alla bocca e all’unisono emisero un lungo suono, simile a quello che una volta Ragnetto aveva udito vicino ad una grande fabbrica di scarpe.
Di lì a poco l’arnia della regina fu popolata da migliaia e migliaia di api che colmarono la casetta di legno.
Il ronzio era enorme e le ali che continuamente si muovevano provocavano un vento così freddo che a Ragnetto sembrò fosse giunto l'autunno.
In tutto quel sommesso frastuono simile ad un lungo bisbiglio, la regina alzò lentamente una zampetta e, come per incanto, tutto fu silenzio. Si sentì allora la sua voce forte e chiara dare un ordine:
“Chi ha visto un giardino di tulipani rossi e gialli si faccia avanti e lo dica!”.
Ora non si sentiva altro che un pissi pissi di suoni indecifrabili, poi dalla nuvola di api si staccò una piccola operaia che, dopo aver fatto una specie di balletto, com’era loro costume prima di prendere la parola, così parlò:
“Qualche giorno fa, mentre ero intenta a raccogliere il polline sui fiori in un prato, mi sorprese un violento acquazzone, mi rifugiai allora sotto una fogliolina secca, ben preso però l’acqua cominciò a salire paurosamente, per cui fui costretta a salirci sopra, giusto in tempo perché di lì a poco si generò una forte corrente d'acqua impetuosa che spazzò via ogni cosa e trascinò me e la fogliolina su cui ero adagiata, in vorticoso torrente che velocemente scendeva verso valle.
Fui trascinata a lungo, tanto che non saprei dire per quanto tempo, poi finalmente la fogliolina rimase impigliata in un robusto ramo.
Intanto era cessato di piovere e tutta bagnata fradicia com’ero, con un grande sforzo riuscì ad arrampicarmi sul ramo. Qui, dopo essermi asciugata le ali mi alzai in volo e vidi davanti a me il più bel giardino che mai mi fosse capitato di sorvolare in vita mia.
C’erano tanti fiori e di tutti i colori ed in particolare tanti e tanti tulipani gialli e rossi, ma così grandi e belli che addirittura sembravano finti.
Non potevo non approfittare dell'occasione e così mi posai su quei fiori e raccolsi tanto buon polline per farne del buon miele, ricordo anche che dentro la corolla di uno di questi c’era una perfetta piccola ragnatela sulla quale stava adagiata una ragnetta, la definirei bella in confronto ai ragni che conosco io, giuro che non avevo mai visto prima una della famiglia dei ragni così carina, aveva però uno sguardo piuttosto cattivo per cui preferì volare oltre per non correre il rischio di finire imprigionata nella sua ragnatela e fare una brutta fine...”.
“È lei “ non potè trattenersi Ragnetto gridando con tutta la voce che aveva in gola, “è lei, è la mia ragnetta, è la più bella del mondo, non ci si può sbagliare, sono certo che è lei...!”.
























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