di Piero Maroni
MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

9 - Conquista della cintura di Ippolita, regina delle Amazzoni
Euristeo aveva una figlia di nome Admeta, che quando sentì parlare della cintura di Ippolita, la regina delle Amazzoni, ricca di oro e pietre preziose e la cui la fama era diffusa per tutta la Grecia, se ne invaghì tanto al solo pensiero, da chiedere al padre di averla a tutti i costi.
Era un'impresa assurda per Euristeo, il quale incapace da solo di compiere l’ardita missione, sapeva che il capriccio della figlia non poteva essere da lui soddisfatto in alcun modo, pertanto convocò Eracle e gli ordinò, come nona fatica, di portargli la bellissima cintura di guerra che il dio Ares aveva donato ad Ippolita, sua figlia, come simbolo del potere.
Le amazzoni abitavano in un villaggio sulle rive del Mar Nero, era un popolo di donne guerriere che uccidevano senza pietà gli uomini che osavano avvicinarsi al loro regno senza essere invitati.
La loro era una società totalmente matriarcale da cui gli uomini erano completamente esclusi, avevano mariti provvisori, che si sceglievano fra i popoli vicini e da usarsi solo per essere fecondate, poi li rimandavano nel loro paese appena nasceva la creatura, se si trattava di una femmina la trattenevano e la lasciavano in vita, se era invece un maschio lo affidavano al marito perchè se lo portasse con sé o altrimenti lo avrebbero ucciso.
Amazzone era un termine del greco antico, traducibile come “Senza Seno”, perché secondo il mito, queste intrepide donne si toglievano, da piccole, il seno destro per poter tirare meglio con l’arco, lasciavano solo il sinistro per allattare le figlie alla nascita.
La regina Ippolita era assai amata e sorvegliata giorno e notte dalle sue donne, ma quando Eracle arrivò nel regno delle Amazzoni, contro ogni previsione fu accolto benignamente da Ippolita che gli fece visita sulla barca e, quando seppe il motivo di quel viaggio, promise che gli avrebbe donato volentieri la sua cintura e, attirata dal suo corpo muscoloso, si invaghì di lui e gliela offrì come pegno d'amore
Per una volta il compito avrebbe potuto rivelarsi di tutto riposo, se non fosse che anche questa volta Era ci mise lo zampino e travestendosi da amazzone, andò in giro a convincere le giovani guerriere che la loro regina era in pericolo di vita a causa di Eracle e del suo equipaggio che erano venuti per rapirla o ucciderla.
Le Amazzoni allora insorsero furiose in difesa della loro regina Ippolita, Eracle e gli altri nel vederle giugere in assetto di guerra, sospettarono che la benevola accoglienza celasse invece un inganno per ucciderli tutti quanti e così le affrontarono con le armi in pugno, si accese un’aspra battaglia durante la quale scese in campo la stessa Era.
Le guerriere allora attaccarono in forze l'eroe, che suo malgrado fu costretto a ucciderle e farne una strage e tra le vittime ci fu anche la povera Ippolita, colpita a morte durante lo scontro proprio con l'amato Eracle, lottarono aspramente tra loro, Ippolita cadde dal suo cavallo, Eracle si dichiarò disposto a concederle la grazia, ma la regina preferì morire piuttosto che arrendersi.
Eracle, impadronitosi della cintura, intraprese la via del ritorno e tornato alla reggia di Euristeo, donò egli stesso la cintura, simbolo del potere, ad Admeta.
























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