di Piero Maroni
MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

12 - Cattura del cane Cerbero
La dodicesima e ultima fatica che Euristeo chiese a Eracle, fu progettata per essere anche la più difficile.
Venne, infatti, incaricato di catturare Cerbero, l'enorme e mostruoso cane a tre teste e coda di serpente che stava a guardia del mondo degli inferi, l'Erebo, governato da Ade e Persefone, suo compito era non far entrare i vivi, ma soprattutto impedire alle anime dei morti di fuggire e, ad ogni modo, Eracle sapeva che una volta entrati era difficile per chiunque uscirne.
L'eroe dopo essersi purificato presso il santuario di Eleusi, scese negli Inferi presso capo Tenaro, in Laconia, guidato dal dio Ermes, che volle aiutarlo e scese con lui nell'Erebo
Attraversato lo Stige con il traghettatore Caronte, Eracle incontrò l’eroe defunto Meleagro, che gli narrò la bellezza di sua sorella Deianira, tanto che l’eroe gli promise di sposarla una volta tornato nel mondo dei vivi.
Si recò poi da Ade, il dio dell'Oltretomba e chiese al signore degli Inferi il permesso di condurre con sé Cerbero. Ade acconsentì, a condizione che Eracle fosse riuscito a far prigioniero il cane e a domarlo senza utilizzare armi.
Eracle, vestito solo della pelle del leone, ritornò alla porta dell’Erebo, dove Cerbero era di guardia e muto avanzò verso la bestia, che aveva sì tre teste ma, per fortuna, una gola sola.
La lotta fu estenuante, ma al termine riuscì a stringerlo per la gola, la belva stava quasi per soffocare e a questo punto il mostruoso cane si arrese, ridotto all'impotenza fu facile incatenarlo.
Così, dopo essere stato imprigionato, il cane fu portato fuori dall’Erebo e condotto da Euristeo che già da tempo si era nascosto nella sua giara terrorizzato dal pensiero di dover incontrare simile mostruosità, così quando si vide consegnare Cerbero, dovette giocoforza considerare concluse le prove, e dopo aver chiesto che il cane infernale venisse rimandato nell'Erebo, dov'era da tempo preposto, dichiarò solennemente che con questa impresa, era terminato il castigo di Eracle.
























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