CAMPIONATI ITALIANI DI KARATE A RICCIONE: UN INIZIO STAGIONE CARICO DI MEDAGLIE
A solo un mese dall’inizio della stagione sportiva, gli allievi del Budokan si fanno trovare pronti al primo appuntamento agonistico conquistando 40 piazzamenti ai Campionati Italiani di Karate, che si sono svolti domenica 8 ottobre al PlayHall di Riccione.
La gara, organizzata dalla USN Karate Usacli, ha visto la partecipazione di 450 atleti prevenienti da diverse regioni di Italia. Le prove si sono svolte su 7 tatami, suddivise nelle specialità di Kata individuale, Kata in coppia e Kumite individuale.
Fra gli allievi con il grado più alto della scuola Budokan Karate, si confermano: Matteo Berardi oro nel kata, argento nel kumite e nel kata in coppia; Nicolò Migliorini argento nel kumite e bronzo nel kata; Lorenzo Figliuzzi argento nel kata in coppia; e infine Elisa Brigliadori con doppio argento nel kata e nel kumite.
Nel gruppo delle categoria da piccoli a cadetti, a conquistare la medaglia d’oro nella specialità Kata (forma) sono stati: Joel Luli, Leonardo Risolo, Leonardo Celli, Noemi Fulvi, Delfabbro Riccardo e Matteo Berardi. Mentre nel Kumite (combattimento) hanno conquistato la medaglia d’oro: Gaia Antonelli, Aurora Maniero, e Noemi Antonelli. Complimenti anche alla lunga lista di argenti e bronzi conquistati dagli altri allievi del budokan.
Grande entusiasmo alla premiazione di tre categorie che hanno visto un podio interamente conquistato dal Budokan. Nel kumite categoria piccoli: Emanuele Montemaggi, Noemi Bernucci, Riccardo Celli e Asia Maniero rispettivamente primo, secondo terzo e quarto. Nel kata femminile categoria ragazzi: Noemi Fulvi, Aurora Maniero, Sveva Dozio che conquistano oro, argento e bronzo. Ed infine, nella prova in coppia categoria ragazzi: oro per la coppia Leonardo Ricci e Ceccarelli Lorenzo, argento per Noemi Fulvi e Aurora Maniero e bronzo per Leonardo Celli e Thomas Borroni.
“Il resoconto delle medaglie è doveroso, per dare merito all’impegno dei nostri ragazzi.”, commentano i maestri Andrea Silenzi e Daniele Arcangeli, “Tuttavia, nessun pezzo di metallo può avere valore se dietro non ci sono sani ideali e disciplina. Non dobbiamo dimenticare i princìpi di correttezza e lealtà che ci vengono insegnati nelle arti marziali. Vincere sull’avversario non significa distruggerlo, offenderlo o insultarlo. In quel caso saremmo noi i veri perdenti. La superiorità in gara la si dimostra sicuramente dalle abilità tecniche, ma anche dalla gentilezza, dall’umiltà, dall’altruismo e soprattutto si vede nel rispetto che abbiamo verso avversari, maestri e arbitri. Aiutare l’avversario a capire i propri errori significa ricordarsi che anche noi abbiamo dei difetti su cui lavorare. Questo è il lato buona della forza, quello che ci rende vincenti sia in gara che nella vita”.

























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