
Era una fantastica giornata di primavera piena, un cielo sereno in ogni sua parte e un’arietta tiepida e chiara invitavano ad uscire all’aperto.
E fu così che la cornacchia di legno, ritagliata in un foglio di sottile legno compensato per recitare in teatro come marionetta, si lasciò tentare di uscire dall’aula in cui era nata, per andare ad esplorare il mondo “di fuori”.
Approfittando delle ante di vetro aperte, volò attraverso la finestra e si librò sospesa a mezz’aria. Prima piccoli voli d’assaggio, poi, presa dall’euforia e dalla gioia del volo libero, superò le cime dei pini e si allontanò ben oltre la rete di cinta del palazzo delle scuole.
Ed ecco il primo di una serie di incontri che le toglieranno molte delle sue illusioni e le riveleranno molta della cattiveria del mondo “di fuori”.
Fu con una farfalletta dalle ali bianche che pigramente svolazzava qua e là come se non sapesse come far sera, con estrema cortesia le si rivolse la cornacchia:
- Buongiorno bella e cara creatura,
dimmi un po’, qual è la tua natura?
Rispose la farfalla:
- Io son la farfalla cavolaia
e la mia giornata trascorro gaia,
per caso passavo di qui
e ti giuro che non ho mai visto una così,
da qual bruco sei uscita
strana farfalla che sembri smarrita?
E la cornacchia:
- Io son la cornacchia di compensato per caso inventata
e da un foglio di legno sono stata ritagliata,
ho visto dalla finestra il sole e il cielo della primavera
e così ho deciso di conoscere il mondo prima che venga sera.
Delusa allora la farfalla e non ritenendo quell’essere di legno alla sua altezza, con una smorfia di disgusto girò le antenne da un’altra parte e volò via senza neanche salutare.
Pensando male della farfalla, la cornacchia riprese il volo e si imbatté in un’ape operaia carica di polline e ubriaca di nettare. Con cortesia la salutò:
- Buongiorno bella e cara creatura,
dimmi un po’, qual è la tua natura?
Rispose l’ape operaia:
- Io sono l’ape operaia
e tutto il giorno volo di aia in aia,
ho raccolto polline, bevuto nettare e intanto cantavo
ed ora, soddisfatta e sazia, ritorno al mio favo.
E tu, da qual uovo di regina sei uscita
strana ape che sembri smarrita?
E la cornacchia:
- Io sono la cornacchia di compensato per caso inventata
e da un foglio di legno sono stata ritagliata,
ho incontrato la farfalla cavolaia che un po’ seccata
senza neanche salutarmi in gran fretta se n’è andata!
Ho visto dalla finestra il sole e il cielo della primavera
e così ho deciso di conoscere il mondo prima che venga sera.
Anche l’ape si stizzì per essersi fermata a parlare con questo strano essere di legno che a lei sembrò uno dei tanti perditempo e, ritenendo d’avere cose ben più serie da fare, aprì le ali e se ne andò per i fatti suoi.
Pensierosa e un po’ meno felice di prima, la cornacchia volò più in alto e qui incontrò una rondinella e anche a lei si rivolse con la consueta cortesia.
- Buongiorno bella e cara creatura,
dimmi un po’, qual è la tua natura?
Rispose la rondinella:
- Io sono la rondinella che viene dal mare
e l’ho appena attraversato dopo un lungo volare,
cerco il mio vecchio nido sotto il cornicione
che ho lasciato prima che arrivasse la cattiva stagione.
E tu, da che nido sei uscita
strana rondinella che sembri smarrita?
E la cornacchia:
- Io son la cornacchia di compensato per caso inventata
e da un foglio di legno sono stata ritagliata,
ho incontrato la farfalla cavolaia che un po’ seccata
senza neanche salutarmi in gran fretta se n’è andata.
Ho incontrato poi l’ape operaia intenta a lavorare sodo
e anche lei si è comportata allo stesso modo!
Ho visto dalla finestra il sole e il cielo della primavera
e così ho deciso di conoscere il mondo prima che venga sera.
Anche in questo caso, come nei precedenti, la rondinella girò il becco e se ne volò ben oltre le nubi lasciando la cornacchia perplessa e malinconica.
(Continua)
























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