Classe 3^ - ANNO SCOLASTICO 1982-83

L’UNIVERSO DEI PICCOLI PIANETI

  Nell’infinito universo a centinaia di migliaia di anni luce lontano da qui, esiste un luogo popolato da numerosi piccoli pianeti, l’uno sospeso accanto all’altro, ma così piccoli che sulla loro superficie non c’è posto che per un solo abitante.

 Tutto è proporzionato, perciò anche gli abitanti di questi pianetini sono piccoli esseri, la loro casa è scavata in un fungo, vivono tutto il giorno nell’ozio più completo in compagnia di una minuscola coccinella a chiazze nere su una lucida corazza rossa.

 L’unica occupazione, per così dire, è innaffiare una margherita, l’unico fiore presente sul pianeta e pertanto occorre essere molto scrupolosi e attenti affinché il calore del sole e la secchezza del terreno non la facciano appassire.

  Su quei piccoli pianeti tutto è unico, così alla sera è un unico grillo che col suo crì, crì, aiuta i piccoli esseri a vincere la tristezza della solitudine.

 Eh sì, è proprio la solitudine la caratteristica principale degli abitanti dei piccoli pianeti, quanto ne soffrono!

 L’unico autentico momento di gioia è verso sera, al tramonto, quando il sole si appresta a chiudere il giorno e lentamente cala dietro ai pianetini. I suoi raggi rimbalzano sulle numerose superfici sì che pare si rincorrano l’un l’altro come bambini su un prato e creano giochi di luci ed ombre la cui fisionomia muta continuamente in un’atmosfera ardente ed irreale.

 Ma la magia di quel momento è breve e quando ad uno ad uno, il sole ripone i suoi raggi nel sacco nero della notte, il dolore della solitudine si fa più intenso, ognuno scruta davanti a sé nella vana speranza di scorgere in un punto qualsiasi dell’infinito, un qualche segnale di vita che lo faccia sentire meno solo.

 Lo sguardo si perde nell’immensità dell’universo oscuro e si esprime in un sospirato lamento che il vento della sera disperde nel nulla ed a quei piccoli esseri non resta altro che rassegnarsi a chiudere un’altra giornata di noia e affidarsi al sonno che non fa pensare.

 Col sonno puntuali giungono i sogni, anzi il sogno, perché anche questo è unico per tutte le notti e da sempre si ripete immutabile: i pianeti si congiungono fino a formare un grande pianeta, è così possibile comunicare con altri esseri, stabilire rapporti, giocare, parlare, amarsi.

 Il risveglio alla vita si apre così come si era chiuso, con un lamento e un sospiro. E le giornate scorrono monotone, sempre uguali, le cose da fare sempre le stesse, la solitudine tutti i giorni identica. Quel che più fa male è la mancanza di una speranza, ciascuno vive rassegnato questa specie di vita, convinto che tutto non debba mutare mai.

  E invece un giorno accadde l’inimmaginabile.

  Alla fine di uno dei rarissimi temporali scatenatosi fra quei pianeti, rimasero a galleggiare nell’aria milioni di minuscole goccioline d’acqua. Queste colpite dai raggi del sole, rifletterono sull’universo circostante un favoloso arcobaleno.

 Per un caso che mai si era verificato in quei luoghi, i colori di quel maestoso prodigio andarono a sfiorare le superfici di tutti i pianeti.

 I piccoli abitanti capirono immediatamente ciò che dovevano fare e non si lasciarono sfuggire la favorevole occasione, impugnarono martello e chiodi e, senza perdere un solo attimo di tempo, fissarono al loro suolo le estremità dei colori dell’arcobaleno.

 Ora i pianeti erano collegati l’un l’altro, il sogno si era realizzato, un variopinto favoloso ponte si stendeva da pianeta a pianeta e i piccoli esseri non erano più soli.

 Servendosi infatti di queste strade colorate, potevano spostarsi da un pianeta all’altro, potevano finalmente conoscersi e fare amicizia e quando ebbero superato i primi momenti di imbarazzo e le difficoltà dovute  a lingue diverse, i sogni da sempre sognati si avverarono: potevano comunicare con altri simili, stabilire rapporti, giocare, parlare, amarsi.

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Pubblicato il 01.06.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
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Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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