
COMPAGNI DI SVENTURA
“DOVE SIAMO DIRETTI?”.
Chiese il pallone giallo all'aquilone rosso fingendosi tranquillo.
“NON LO SO, IO SONO SEMPRE STATO LEGATO AD UN FILO!”.
Rispose l'aquilone meravigliato per questa domanda.
“COME? STAI TUTTO IL GIORNO IN CIELO E ANCORA NON NE CONOSCI LE VIE?”.
“IO POSSO SOLO ONDEGGIARE UN PO’ A DESTRA E UN PO’ A SINISTRA, MA NON POSSO SCEGLIERE LA DIREZIONE!”.
“MA ALLORA, CHE NE SARÀ DI NOI?”.
Sospirò il pallone piuttosto preoccupato per come si stava mettendo la questione.
“SARÀ DOVE IL VENTO CI PORTERÀ!”.
Concluse l'aquilone con aria rassegnata.
Ed il vento, quasi avesse inteso il colloquio fra i due, si mise a soffiare più forte e più forte ancora, fino a condurli tra le braccia di un incredibile temporale in rapido avvicinamento alla Terra.
Nuvole nerissime e terrificanti sputavano tuoni e fulmini, raffiche di vento e frustate di tempesta colpivano i due sventurati e chi ne dovette sopportare il peso più grave fu l’aquilone: l’arco si spezzò in due parti, la sua bella carta lucida e rossa si lacerò e si sbrindellò disperdendosi qua e là per il cielo come coriandoli carnevaleschi.
Il pallone giallo fu invece come sparato da un cannone e sospinto sempre più su, più su, più su…
























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