

Ragnetto in quegli attimi era al colmo della felicità, aveva realizzato il suo sogno e soddisfatto l’istinto naturale, si sentiva pienamente appagato, peccato che il tutto avesse breve durata.
Infatti l'avventura amorosa non durò a lungo, la ragnetta iniziava a dare segni di sazietà e stava per sollevare il capo dall'abbondante pasto consumato, così a lui non restò che mollare la presa e abbandonare precipitosamente la ragnatela e la sua splendida padroncina per nascondersi ancora una volta dietro ai larghi petali del tulipano rosso.
La ragnetta alzò la testa dal suo pasto un po’ confusa, non riusciva a mettere a fuoco quel che era accaduto negli ultimi istanti, forse aveva mangiato troppo e una difficile digestione le aveva un po' intorpidito il cervello.
“Dunque”, pensava tra sé e sé, “ ben mi ricordo che la ragnatela aveva denunciato un tremore, ma non c’era nulla che lo avesse provocato, poi è comparso un ragno maschio, poi una mosca ed io me la sono mangiata, ma intanto che io consumavo il buon pranzetto deve essere successo qualcosa a me, ma cosa?”.
La risposta l’ebbe qualche giorno dopo quando si accorse che l’addome si gonfiava a vista d’occhio senza che avesse mangiato più di tanto e fu così che le si illuminò la mente:
“Oh perbacco, sono incinta!”. Gridò con un misto di stupore e gioia.
E fu allora che tutto si chiarì, le venne in mente il ragnetto maschio, la mosca prigioniera della ragnatela e si immaginò quel che probabilmente era accaduto a sua insaputa e con l'inganno.
Se fosse stata più accorta quel maschio se lo sarebbe divorato per cena, ma ora che la cosa si era consumata gli era perfino grata, anzi non vedeva l’ora di partorire, già amava totalmente i suoi figli e a null’altro pensò più.
E una mattina di fine aprile, ai primi raggi del sole, diede alla luce cinque piccole ovine bianche.
Le ammirò compiaciuta e subito dopo si mise a tessere una morbida tela che gliela avvolse tutto intorno come una morbida copertina, delicatamente le sistemò al centro della ragnatela ed infine le coprì col suo corpo e lì vi rimase finché il suo calore non le portò a dischiudersi.
























Ultimi Commenti