
Alla scoperta del mondo
Negli insetti però la paura e la disperazione durano poco perché c’è sempre qualcos’altro da fare e poi mica nessuno sa per quanto tempo una mosca possa conservare dei ricordi.
Per cui, considerata la pericolosità della capanna e il rischio che ancora faceva tremare le piccole zampe di qualcuno, si decise che la migliore cosa da fare era allontanarsi di lì e, approfittando della porta lasciata aperta dall’uomo quando era uscito, Lele guidò i fratelli fuori da quel luogo che sapeva tanto di morte e con un forte grido degno di un capo che sa ciò che vuole, alzò una zampetta e:
“Seguitemi e non ve ne pentirete!”.
Ignari del mondo furono immediatamente sommersi da un’indicibile meraviglia di fronte a tutto ciò che si parava ai loro occhi inesperti e, dopo un lungo attimo di smarrimento, fu tutta una sequela di domande senza risposta:
“Cos’è quella cosa?... Cos’è quell'altra?... Cos’è quello?... Cos’è questo?... Cos'è che si muove?... E perché quello invece sta fermo?...”.
Quante cose c’erano nel mondo fuori dalla capanna, ma come si poteva conoscerle tutte? Erano da pochi attimi uscita dal chiuso della capanna che già si sentivano perduti, dove andare? Cosa fare? Le piccole teste giravano come trottole impazzite, gli occhi roteavano e le domande si ammucchiavano alle domande, ma nessuno aveva una risposta da offrire all'altro.
Passò di lì, probabilmente per caso, una grossa mosca che udendo quel coro di domande, sorridendo si avvicinò:
“Ma da dove siete sbucati? Siete delle ultime covate? A giudicare dalla vostra ignoranza, credo proprio che siate nati da poco, sbaglio?”.
“No, non ti sbagli affatto”, rispose Lele a nome di tutti, “è la prima volta che mettiamo gli occhi fuori da quella capanna, non sappiamo niente del mondo, tu conosci tutto quello che ci sta intorno?”.
“Certo che sì, venite con me che ve lo presento e ve lo insegno, ma prestate molta attenzione perché come appare, sembra tutto molto bello e invitante, ma vi garantisco che i pericoli sono tanti e la vita di noi piccoli esseri è sempre a rischio grande, qui vive un popolo di giganti che non ci amano!”.
Tutti insieme e disciplinatamente si misero a volare dietro alla grossa mosca che gli indicava ogni cosa e di tutte pronunciava il nome.
Quanto c’era da imparare! Era quasi meglio quando si stava al sicuro nella crisalide, cominciava a pensare qualcuno.
(Continua)
























Ultimi Commenti