Buongiorno amici di Sanmauropascolinews.it oggi vogliamo parlarvi del libro/catalogo “TEMPIO DI GIOVE, RESIDENZA MALATESTIANA, TENUTA PAPALE, LA TORRE NELLA STORIA” scritto nel 2011 dalla Dott.ssa Rosita Boschetti direttrice dei Musei di Casa Pascoli, pubblicato dal Comune di San Mauro Pascoli e dal Museo Casa Pascoli.
Per chi fosse interessato il libro è disponibile presso il Museo di Casa Pascoli.
Importanti i saluti del Sindaco di San Mauro Pascoli Gianfranco Miro Gori e dell’assessore alla Cultura Manuel Buda.
Riportiamo una breve frase dal saluto di Gianfranco Miro Gori ”si sarebbe fermato a pregare Cesare nel momento o prima di scatenare la guerra civile”. Chiarimento: Gaio Giulio Cesare nel 49 a.C., pur essendo un atto ostile, ha attraversato il confine di Roma in armi, e si sarebbe fermato a chiedere la protezione del Dio Giove presso il tempio di Giovedio nella zona della Torre – Villa Torlonia.
Già dal titolo si può ben capire quale sia l'argomento di questo importante volume che parte dall’età antica fino ad arrivare al dominio pontificio, e riguarda la nostra “Torre - Villa Torlonia”.
Un libro che con dovizia di particolari e bellissimi documenti ci fanno ben capire l'importanza che Giovedia (la Torre) ha avuto fin dai tempi antichi.




Rosita non racconta dello splendore della Torre durante il periodo in cui è stata di proprietà dei Principi Torlonia di Roma, e sotto la direzione dell’Ing. Leopoldo Tosi ha raggiunto traguardi e fama mondiali, in particolare nella zootecnia.
Ricordiamo la vittoria del Toro Ceccone all’esposizione mondiale di Parigi del 1900.Toro Ceccone capostipite della Razza Bovina Romagnola selezionata alla Torre.
NEL PRIMO CAPITOLO “L’ETÀ ANTICA”: Rosita esamina le origini del nostro territorio, i toponimi “Giovedia” e “Rio Salto”.
Due toponimi che rimandano il primo all’esistenza di un tempio dedicato al Dio Giove, il secondo ai Saltus che in epoca romana erano terreni destinati a bosco e pascolo.
Di grande interesse i riferimenti, le citazioni e gli stralci di importanti storici quali:-Svetonio Tranquillo e Plutarco, che nelle “Vite dei dodici Cesari” e nelle “Vite Parallele” raccontano del passaggio di Gaio Giulio Cesare del Rubicone (antico fiume Uso) nel 49 a.C.- anche gli storici locali: Giulio Tognacci, Giancarlo Susini, Susanna Calandrini, Luigi Nardi, Basilio Amati, Gino Vendemini hanno scritto e avanzato ipotesi sulla storia e evoluzione del nostro territorio.
Importante la descrizione del periodo Malatestiano che ha riguardato la Torre e Giovedia, che prosegue nel secondo capitolo.
NEL SECONDO CAPITOLO “L’ETÀ MALATESTIANA”: Rosita ripercorre la storia di Giovedia e della “Tombam Sancti Mauri” con I vari passaggi tra i discendenti di Malatesta da Verucchio “Mastin Vecchio” e le altre famiglie nobili che si sono susseguite nel possesso dei nostri territori.
Nel 1371 nella DESCRIPTIO ROMANDIOLE a San Mauro sono registrati 38 focolari, a Giovedia 21 focolari.
Nel 1358 la bolla di Papa Innocenzo VI° istituiva il Vicariato autonomo di Santarcangelo che comprendeva anche San Mauro.
Nella bolla viene specificato che la VILLA era dotata di un FORTILITIUM, una fortezza.
Importante per San Mauro il periodo nel quale ANTONIA DA BARIGNANO moglie di Pandolfo III Malatesta amministra il nostro territorio.
Ricordiamo due dei figli di Antonia da Barignano, Sigismondo Pandolfo Malatesta signore di Rimini e Domenico Malatesta “Novello Malatesta” signore di Cesena, importanti figure per la cultura e l’arte della nostra Romagna.
Molto importante una determinazione che Antonia da Barignano ha preso, dopo anni nei quali San Mauro era appodiato a Savignano ha concesso l’autonomia al nostro San Mauro staccandolo da Savignano, immaginiamo con grande “dispiacere” dei nostri vicini savignanesi.
NEL TERZO CAPITOLO “DALLA SIGNORIA ZAMPESCHI AL DOMINIO PONTIFICIO”: Rosita ricorda le famiglie che si sono susseguite nella dominazione di San Mauro e di Giovedia. Dopo il lungo potentato Malatestiano (1247-1443), degli Isei (1443-1462), degli Zampeschi (1462-1480), dei Riario (1480-1484), ancora degli Zampeschi (1484-1494), ancora dei Riario (1494-1499), di Cesare Borgia (1499-1503), della Repubblica di Venezia (1504-1505), nuovamente i Riario (1505-1508), e ancora degli Zampeschi (1508-1578), dal 1578 San Mauro e Giovedia ritornano sotto il dominio della Chiesa.
Un importante episodio che riguarda il Castello è successo nell'anno 1491.La Nobile Famiglia Zampeschi di Forlimpopoli è tenutaria di San Mauro e della Tomba di Giovedia dal 1484.
Nel mese di ottobre del 1491 i fratelli Brunoro e Meleagro Zampeschi sono i mandanti dell'assassinio del fratello Ettore.
Il Papa Innocenzo VIII° ne è venuto a conoscenza e punisce questo efferato fratricidio, invia due Capitani di ventura Giovan Francesco da Bagno e Matteo della Crovara a ripristinare la sua supremazia.
Il Papa ordina inoltre la demolizione del Castello di San Mauro, il trasferimento degli abitanti di San Mauro a Savignano e l'utilizzo del materiale edilizio del castello sammaurese per ampliare il Castello di Savignano.
Dopo pochi mesi il Papa muore e pochi Sammauresi si trasferiranno a Savignano. Ancora oggi qualche Sammaurese chiede la restituzione dei mattoni del nostro castello.
Avremmo ancora tante cose da raccontare, ma rischiamo di essere troppo prolissi, ribadiamo per chi volesse saperne di più che il libro è disponibile presso il Museo di Casa Pascoli.
























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