Oggi vogliamo raccontarvi un’altra grande eccellenza della Torre, traendo spunto e informazioni da “Il Supplemento ai Quaderni di San Mauro n. 9” pubblicato dall’Accademia Pascoliana nel novembre 2018.
Nella pubblicazione sono descritte in diversi capitoli le attività della Torre tra le quali la “Storia della razza bovina Romagnola” di Matteo Ridolfi.
La razza Romagnola appartiene al gruppo delle “Razze Grigie Europee” discendente dal BOS PRIMIGENIUS introdotto nel IV secolo D.C. dai Goti di Agilulfo nel territorio oggi identificato con le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Bologna.
Nel 1885 l’ing. LEOPOLDO TOSI prende in affitto dai Principi Torlonia la tenuta Torre a San Mauro di Romagna.
Nella tenuta venivano allevati circa 800 capi di bestiame di scarsa qualità, bestiame esile, poco muscoloso e di taglia ridotta.
Nella stazione di monta lavoravano due tori: Vernocchi (Romagnolo) e Vivante (Romagnolo x Marchigiano) provenienti da Jesi.
Tosi iniziò da subito un’attività di selezione dei bovini con due obiettivi, avere animali più forti e potenti per il lavoro e anche per la produzione di carne.
Inizia così a cercare ed acquistare nei mercati della Romagna i capi che rispondono ai suoi standard.
Nella gestione di Tosi vengono istituite due stazioni di monta taurina nelle quali funzionavano dai 6 a 9 tori, ogni toro copriva circa 500 vacche all’anno.
La tenuta Torre era diventata una realtà zootecnica all’avanguardia conosciuta in tutta Italia, con più di 1500 bovini, e oltre 1900 ettari divisi in 140 poderi.
Nel 1900 un primo grande successo all’Esposizione Universale di Parigi dove la Tenuta Torre partecipa con 20 capi tra i quali il TORO CECCONE capostipite della razza Bovina Romagnola e le vacche BELLA e FLORA.
Il TORO CECCONE capostipite della razza Bovina Romagnola è il vincitore ex-aequo con la razza britannica Hereford, grazie a questa vittoria la razza bovina Romagnola venne conosciuta e apprezzata nel mondo intero.
Questi alcuni dei capostipiti della Razza Romagnola vincitori di altri principali concorsi bovini nazionali e internazionali: DOGE, DON CHISCIOTTE, CAPOLALE, RIMINO, CRISPINO, OSCAR, CUCCO, BELLO e ATTILA. Molti dei riproduttori Romagnoli erano venduti in tutta Italia e anche all’estero.
In quegli anni non esistevano i “Libri Genealogici” delle Razze bovine, ma il lungimirante Tosi teneva il libro Genealogico della Razza Romagnola, con particolare attenzione nell’annotare la morfologia dei bovini, e selezionare per la riproduzione i tori e le vacche che rispondevano a precise caratteristiche di correttezza morfologica.
Grande attenzione era dedicata ai torelli tenuti in osservazione fino a 12 mesi e scartati quelli ritenuti non idonei alla riproduzione.
Importante anche la “ginnastica funzionale” riservata ai riproduttori per fare in modo che i tori fossero docili e avvezzi ad essere maneggiati.
Nei primi anni del ‘900 i tori della tenuta pesavano in età adulta oltre 1350 kg., molte vacche arrivavano a 1000 kg., i vitelli maschi alla nascita oltre 60 kg.
Nel 1920 nasce nella tenuta il TORO MEDORO acquistato quando aveva 10 mesi da Fernando Versari tenutario della monta De Castro Maioli di Gambellara (Ravenna).
MEDORO funzionò in monta naturale per 13 anni, morì di vecchiaia nel 1933. Per oltre 10 anni dopo la sua morte risultò impossibile reperire linee di sangue che non ne fossero influenzate.
Oggi 5 delle 8 linee maschili della Romagnola DISCENDONO da MEDORO.
Tra i suoi discendenti diretti i tori: CESARE, GLORIOSO, FELICIANO, SCILLA, ORLANDO, TRAIANO, MEDORINO, PADANO, GIULIANO, MEDORO VII e tanti altri.
Prima del secondo conflitto mondiale la razza Romagnola aveva una consistenza di oltre 530mila capi che comprendeva oltre alla Romagna il Veneto, l’alta Emilia, le Marche e parte della Toscana.
La guerra comportò una drastica riduzione dei capi e a causa della consanguineità problemi genetici, la più nota la sindrome del “vitello Bulldog”
Per debellare la sindrome vennero macellati i tori portatori di questa tara genetica.
A seguire in occasione di mostre e rassegne venivano svolti controlli dagli Ispettori Agrari.
Queste le principali e ricorrenti sedi di mostre con esposizione di oltre 1000 capi: Rimini, Morciano, Cesena, Forlì, Faenza, San Pietro in Vincoli, Lugo, Imola, Bologna e Ferrara.
A metà degli anni ’50 iniziò la pratica della fecondazione artificiale, e anche il tipo di coltivazione, in particolare nella pianura, si indirizzò verso la produzione di ortofrutta, relegando la Romagnola nelle aree collinari.
Proprio in quegli anni la tenuta Torre con il suo allevamento cessò l’attività.
Nel 1982 viene costituito il “Consorzio Carni Bovine Italiane” con il marchio “5R” del quale fanno parte le razze: Chianina, Marchigiana, Maremmana, Podolica, Romagnola.
DATI DELLA TENUTA “TORRE” AL 1° GENNAIO 1891.
ESTENSIONE ha 1943, 95 divisa in tre Comuni e i 4 sezioni:
ha 1.211,01 nel Comune di San Mauro di Romagna
ha 329,45 nel Comune di Savignano di Romagna
ha. 403,49 nel Comune di Rimini.
1ª sezione ha 495 produzione ql. 26.300 di grano, n. 370 capi di bestiame
2ª sezione ha 438 produzione ql. 24.600 di grano, n. 311 capi di bestiame
3ª sezione ha 559 produzione ql. 31.600 di grano, n. 401 capi di bestiame
4ª sezione ha 449 produzione ql. 20.700 di grano, n. 309 capi di bestiame
ALBERI DA FRUTTO:
Totale 5.896 ciliegi, mandorli, peschi, meli, peri, noci, fichi
ALBERI D’ALTO FUSTO:
Olmi 56.902, Aceri 37.935,Pioppi 8.530, Gelsi 20.634, Querce 2.500
ANIMALI ALLEVATI NELLE VARIE BOVARIE E NELLE CASE COLONICHE:
EQUINI:
N. 4 Cavalli
N. 36 Cavalle (razze friulane, romagnole, ungheresi)
N. 1 Stallone (razza Inglese)
N. 15 Puledri
N. 75 Asini
Lo stallone di nome Musereur si paga £ 25 a monta
Lo stallone asinino di razza Abruzzese è stato sostituito da uno di Pantelleria o Malta e si pagava £ 2 a monta
BOVINI:
N. 280 Buoi (razze Marchigiana, Romagnola)
N. 306 Vacche (razza Romagnola)
N. 18 Manzi
N. 40 Manze
N. 50 Sopranni
N. 361 Vitelli
N. 12 Tori
SUINI:
N. 31 scrofe
N. 230 Maiali da ingrasso (razza Romagnola)
N. 2 Verri
N. 250 Maialini all'anno da 300/350 kg in 18 mesi
CANTINA SOTTO IL CORPO CENTRALE DEL PALAZZO:
N. 2 botti da 500 ettolitri
N. 26 botti in quercia di “Slavonia” fatte dal bottai di Casa Torlonia
N. 6 botti di quercia da 90 ettolitri
N. 14 botti di castagno da 60 ettolitri
N. 2 botti di quercia da 40 ettolitri
N. 27 botti di quercia da 15 e 20 ettolitri
La tenuta possiede scuderie, palazzine per deposito macchine e botteghe dei vari artigiani, come il fabbro, il falegname bottai, le tessitrice ecc.

























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