Dal libro “SAMAÈVAR IR E OZ - QUADERNO DI CULTURA DIALETTALE SAMMAURESE”, scritto dal Prof. Pietro Maioli “Piero” nel 2003 e ristampato nel 2024 pubblichiamo alcuni racconti di: storia, tradizioni, giochi, curiosità, leggende e modi di dire Sammauresi per meglio conoscere la storia e i nomi dei luoghi del nostro amato paese.
Per chi è interessato il libro è in vendita da: edicola dalla Zia Monica Accetta, edicola tabacchi “Dadorino”, edicola “Gio” di Savignano sul R.
I savignanesi hanno da secoli chiamato con disprezzo i Sammauresi zingari (zéngan) a loro volta i Sammauresi rispondevano “Se noi siamo zingari voi siete asini (brécch), che ci trainano i carri”; infatti si narrava che i savignanesi per misurare la loro piazza centrale avessero messo in fila tanti asini e siccome rimaneva ancora spazio concludessero la misurazione con le code degli asini stessi. A Savignano un tempo c’era un fiorente allevavano di ciuchi per cui i savignanesi erano detti per antonomasia asinai o asini dagli abitanti dei centri vicini.
Contro le streghe e il malocchio (al malégni) c’era un tempo un rimedio molto facile cioè quello di mettersi i calzini di diverso colore.
“Um zéurla agl’urèci um pensa qualcadéun”, questa frase si ripeteva in passato ogni volta che fischiavano le orecchie (e’ fes-c dagli ureci); un’antica predizione della telepatia?
Quando il gatto passava con la zampina l’orecchio era per gli antenati segno della prossima nevicata.

























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