Se c’è una piaga di cui poco si parla è il gioco d’azzardo. In Italia ha raggiunto la cifra record di 165,3 miliardi pari al 7,5% del Pil nazionale, attirando appetiti delle mafie tanto da rappresentare la loro seconda voce di entrata. Se ne è parlato lunedì sera al Centro Giovani a San Mauro nell’incontro promosso da Libera Forlì-Cesena insieme alla società sportiva Città del Rubicone. Titolo dell’evento: “Sport e mafie, scommesse e azzardo, sono davvero un gioco?”.
Ad aprire la serata Valter Zammarchi del Città del Rubicone e Luca Baravelli della Centrale del Latte di Cesena. A seguire il sindaco di San Mauro Pascoli, Moris Guidi, presente insieme all’assessore allo sport Tiziano Bianchini. “Dobbiamo tenere alta la guardia anche nel mondo sportivo dilettantistico – ha affermato il primo cittadino – Per fare questo occorre l’impegno di tutti perché è attraverso un lavoro di rete che mette insieme istituzioni, scuole, associazioni e realtà sportive, che è possibile creare quegli anticorpi contro questi rischi”.
Franco Ronconi, coordinatore provinciale di Libera, ha evidenziato come è la prima volta che viene trovata attenzione da una società sportiva su queste tematiche, mentre nel merito della serata è entrato Massimo Masetti di Avviso Pubblico, associazione riferimento sul gioco d’azzardo. Emblematici i numeri che ha snocciolato sul nostro Paese: 68 sono i gratta e vinci giocati al secondo; un giovane su due tra i 14-19 anni ha giocato almeno una volta; 19 milioni sono i conti attivi al gioco; 321 milioni le slot machines; 4226 le tipologie di scommesse sportive. Ma a racchiudere tutti questi numeri c’è un dato: l’Italia è prima in Europa per gioco d’azzardo pro capite e quarta nel mondo. Numeri allarmanti che non sembrano scuotere le coscienze della politica che oltre a ricavare poco (per l’erario) da tutto questo flusso di denaro, non adotta iniziative concrete per combatterlo.
Masetti ha anche fornito un dato relativo al mondo delle scommesse a San Mauro Pascoli. Secondo le rilevazioni lo scorso anno sarebbero stati spesi oltre 17 milioni di euro per le scommesse, suddivise in 4 milioni negli esercizi fisici e 13 nei canali on line. In tutta la provincia di Forlì-Cesena sarebbero 860 i milioni di euro spesi. Al cospetto di questi numeri definire il fenomeno una piaga sociale pare persino riduttivo. (ff)
























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