E' l'“arte delle Muse”. Figlie di Zeus e Mnemosine, nel mito greco le Muse sono le dee protettrici delle arti e delle scienze. Dunque la musica è l'arte per eccellenza; e fu per i Greci una componente fondamentale della loro vita. Non m'azzardo ad affermare che a San Mauro sia accaduta la medesima cosa, ma certo fra le attività dell'ingegno, della creatività, la musica è quella che ha goduto e gode della maggior diffusione. Perché ciò sia accaduto, non è facile spiegare in modo dettagliato, ma di certo al centro di tutto c'è la banda comunale e la scuola di musica a essa collegata. Nel libro San Mauro per immagini, pubblicato all'inizio degli anni Ottanta e originato da una selezione delle fotografie esposte nella mostra omonima, compaiono, compresa quella di copertina dedicata ai calzolai, ottanta fotografie, tre d'esse riguardano: la banda nel 1885, la fanfara socialista, la banda nel 1939. La prima formazione di circa una trentina d'elementi esibisce una ricca divisa con cappello piumato; la fanfara è composta da undici musicisti in abiti borghesi; l'ultima da circa una quarantina sul palco nella piazza davanti al comune, col direttore in prima fila, il solo in borghese. Le immagini attestano incontrovertibilmente questa significativa presenza. Che accompagnerà fino ai giorni nostri le principali ricorrenze pubbliche della comunità; e non solo. Com'è accaduto in altri comuni romagnoli, la banda ha tratto costante alimento dalla scuola di musica. Non vado lontano dal vero se affermo che San Mauro è uno dei non molti municipi in cui banda e scuola hanno ottenuto, dagli ultimi decenni dell'Ottocento a oggi, risultati di durata e qualità così cospicui. Molti e notevoli i direttori. E molti i musicisti che nella “piccola patria” hanno imparato il mestiere e quindi ne hanno oltrepassato i confini.
In attesa che qualcuno studi il tema in maniera puntuale e stabilisca il catalogo, citerò tra i direttori l'attuale: Fabio Bertozzi; e tra i musicisti i tre fratelli Foschi e Nicola Domeniconi, giovani tutti insigniti col premio la Torre d'oro. Desidero ricordare anche i Gori: Gigetto e Marino, aggiungemdo che Stefano, figlio di Marino, ha composto testi e musiche di un 45 giri intitolato Oh San Mauro!, pubblicato nella metà degli anni Settanta. A partire dagli anni Sessanta molti giovani si sono dedicati al rock dando avvio a un fermento musicale che ha oggi nel festival Sammaurock il suo punto di riferimento. Appartengono all'inizio di quest'onda Piero Gori, prematuramente scomparso, ma a lungo attivo come cantante, e Luigi Ceccarelli, in origine batterista e oggi affermato compositore, che s'è dedicato anche a Pascoli.
Musica
- Categoria: Mini lessico della Sammauresità

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